Bologna FC
Budel: «Al Bologna manca il centrale che sappia impostare»
L’ex centrocampista analizza su Dazn la sconfitta all’esordio contro la Lazio: dalla costruzione dal basso al ruolo di Bernardeschi, passando per le difficoltà mostrate dalla squadra.
Il Bologna visto all’esordio contro la Lazio ha lasciato ad Alessandro Budel diversi interrogativi. Nel commento tecnico su Dazn, l’ex centrocampista ha evidenziato soprattutto le difficoltà incontrate dai rossoblù nella costruzione della manovra, soffermandosi sulla posizione dei reparti e sulla qualità necessaria per sviluppare il gioco secondo le idee di Tedesco.
Il gioco del Bologna secondo Budel
Come riportato da “La Repubblica” nell’articolo di Luca Bortolotti, per Budel, uno dei problemi principali è stato il modo in cui il Bologna ha provato a costruire dal basso. La squadra, a suo giudizio, è apparsa spesso troppo lunga e ha finito per affidarsi al pallone diretto verso Piccoli, utilizzato come riferimento per cercare di risalire il campo.
Alla base di queste difficoltà, secondo l’ex giocatore, c’è soprattutto l’assenza di un difensore centrale capace di impostare con qualità e consentire alla squadra di mantenere il baricentro più alto. Heggem e Helland, infatti, non avrebbero le caratteristiche necessarie per garantire questo tipo di costruzione.
Il risultato è stato un abbassamento eccessivo dei centrocampisti nella prima fase dell’azione. In questo modo, si è creato spazio fra il centrocampo e gli attaccanti, rendendo più complicato rifornire con continuità il reparto offensivo.
Le idee di Tedesco passano dalla manovra
Ma quanto è già riconoscibile il Bologna di Tedesco? Anche su questo punto Budel ha espresso qualche perplessità. L’ex centrocampista ha spiegato di non aver ancora individuato con chiarezza un’identità precisa nella squadra: in alcuni momenti il Bologna ha cercato il pallone lungo, in altri ha provato a giocare corto, senza però mostrare, secondo la sua analisi, movimenti sufficientemente coordinati.
Per Budel, il tecnico dovrà quindi fare maggiore chiarezza sulle proprie idee. Un centrocampo che rimane troppo basso, infatti, finisce per rallentare la circolazione del pallone e può rendere la squadra poco incisiva.
Bernardeschi e la questione mezzala
Un altro tema affrontato durante il commento è stato quello di Federico Bernardeschi. L’ex Juventus era stato provato durante l’estate nel ruolo di mezzala, ma nella prima gara ufficiale è tornato a essere un’alternativa a Orsolini.
Secondo Budel, però, i due giocatori potrebbero tranquillamente convivere in campo. La condizione, secondo l’ex centrocampista, è che Bernardeschi sia disposto a misurarsi con il ruolo di mezzala. Le caratteristiche per interpretarlo, a suo giudizio, ci sarebbero: gamba e intelligenza tattica potrebbero permettergli di ricoprire quella posizione.
Il rischio, altrimenti, è quello di mantenere il giocatore all’interno di un continuo confronto con Orsolini per una sola maglia.
La scelta di Bernardeschi e Tedesco
A proposito della decisione di non utilizzare Bernardeschi da mezzala, Budel ha commentato anche le parole di Tedesco, secondo cui sarebbe stato lo stesso giocatore a manifestare la propria preferenza per un altro ruolo.
L’ex centrocampista ha ammesso che, sotto questo aspetto, il tecnico potrebbe aver mostrato una certa debolezza, ma ha anche sottolineato un limite concreto: se un giocatore non si sente pronto a ricoprire un determinato ruolo, diventa difficile obbligarlo a farlo.
La critica di Budel, però, riguarda soprattutto Bernardeschi. A suo parere, il giocatore avrebbe le qualità per concedersi questa possibilità e, scegliendo di non provarci, finirebbe per non aiutare pienamente l’allenatore nella costruzione della squadra.
Piccoli e Dovbyk, per Budel serve solo tempo
Alessandro Budel ha affrontato il tema degli attaccanti e della compatibilità degli esterni con il reparto offensivo. La domanda era se Orsolini e gli altri esterni a disposizione del Bologna sarebbero stati maggiormente adatti a giocare con Castro rispetto a Piccoli e Dovbyk.
La risposta dell’ex giocatore è stata negativa. Per Budel, Piccoli e Dovbyk possono sostituire Castro e rappresentano comunque due giocatori importanti. Il problema, in questa fase, sarebbe soprattutto legato alla condizione fisica e al tempo necessario per entrare nella migliore forma.
Il discorso vale in particolare per Dovbyk: secondo l’ex Brescia, con una condizione fisica differente, l’occasione avuta nel finale avrebbe potuto avere un esito diverso. Le punte, però, attraversano momenti differenti e hanno bisogno anche di ritrovare sensazioni positive. Per questo, secondo l’analisi dell’ex centrocampista, sarà necessario aspettare.
Secondo Budel anche i terzini devono aiutare di più
Budel ha poi spostato l’attenzione sul contributo degli esterni difensivi. Contro la Lazio, secondo la sua analisi, i terzini sono rimasti troppo bloccati, contribuendo così alle difficoltà della squadra nel trovare ampiezza e nel portare avanti la manovra.
Il riferimento riguarda anche Miranda, che per caratteristiche è quasi un’ala ma che nella gara contro la Lazio ha spinto molto poco. Anche questo aspetto, però, secondo Budel è collegato alla mancanza di un centrale-regista capace di far avanzare la squadra.
L’ex centrocampista torna quindi sul punto già evidenziato in precedenza: serve un difensore in grado di fare ciò che faceva Lucumí, permettendo alla squadra di alzarsi e di accorciare le distanze tra i reparti.
Heggem, Helland e Vitik hanno caratteristiche troppo simili. Non avendo la possibilità di coprire molto campo, tendono a rimanere bassi e questo contribuisce ad allungare ulteriormente la squadra.
L’ex giocatore prende come riferimento Doekhi, individuando nel difensore una tipologia di giocatore che oggi manca al Bologna. A suo giudizio, la Lazio ha avuto una buona intuizione nel puntare su un centrale con queste caratteristiche.
Rowe, una possibile partenza sarebbe un problema
C’è poi il capitolo legato a Rowe. Alla domanda su cosa comporterebbe una sua eventuale partenza, Budel non usa mezze misure: sarebbe un problema, perché considera l’inglese un giocatore necessario al Bologna.
Secondo l’ex centrocampista, però, anche per Rowe sarebbe importante rimanere un altro anno in rossoblù. La permanenza gli permetterebbe di consolidare quanto fatto vedere nella parte finale della stagione precedente.
L’Europa resta un obiettivo possibile
Nonostante le difficoltà evidenziate dopo la gara con la Lazio, Budel ritiene comunque realistico puntare all’Europa. Il motivo è soprattutto il potenziale che vede nel reparto offensivo, che considera di alto livello.
Il compito di Tedesco sarà quindi quello di trovare la soluzione giusta e far crescere il gruppo. E, secondo l’ex Parma e Cagliari, il mercato potrebbe ancora dare una mano alla squadra, magari portando proprio quel centrale che oggi manca per permettere al Bologna di giocare più alto e sviluppare meglio la propria manovra.
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