Bologna FC
Chi tira i rigori in Europa League?
Federico Bernardeschi ha trasformato venti rigori in carriera, tra cui quelli in semifinale e finale dell’europeo, a fronte dei 25 calciati. Tra decisività e freddezza, il numero dieci insegue il sogno europeo del suo Bologna
A chi fareste calciare il rigore decisivo? Non è una domanda retorica né velleitaria. No perché quando in squadra hai due esterni d’attacco così diversi nell’interpretazione di gioco, ma contemporaneamente simili nell’attitudine che trasformi un calcio di rigore, la risposta non è scontata né banale. Orsolini e Bernardeschi, alzano il livello quando si tratta di calcio da fermo. Due modi differenti nell’affrontare il ruolo e i rigori. Conclusioni secche per il numero dieci carrarino; tiri violenti e angolati per l’esterno marchigiano. Orsolini viene dall’isteria del rigore calciato a lato nei quarti di finale di Coppa Italia contro la Lazio. Bernardeschi dal bel rigore trasformato nella sfida interna contro l’Udinese di lunedì sera. In questa stagione per ‘Berna’, quello contro i friulani è il secondo rigore realizzato. ‘Orso’ ne ha tirati sei, segnandone quattro, inciampando all’andata con l’Udinese alla Dacia Arena e contro i biancocelesti nella lotteria conseguente ai tempi supplementari.
Bernardeschi: la giocata è un boomerang a favore
Se ne parlava male ai tempi: si derideva quell’uscita un po’ provocatoria, quando la nazionale italiana si giocava l’Europeo del 2021. Bernardeschi era in gruppo, uno dei più legati a quella spedizione, e nel frattempo le sue dichiarazioni fecero il giro d’Italia. Il destino benevolo, non lo ha beffato; anzi, il calciatore toscano si è costruito una solida reputazione, perché il calcio di rigore non è un tiro banale come si potrebbe credere. I due rigori che l’esterno e trequartista trasformò, contro la Spagna in semifinale e contro l’Inghilterra nella finale del campionato europeo, terminato con lo storico successo italiano in terra d’Albione, ne sono la riprova. Tiri dagli undici metri che senza carattere non si tirano, figurarsi a segnarli. Il classe 1994 ne ha tirati 25 in carriera, segnandone 20. Alcuni decisivi, come quello di lunedì, o quello realizzato a Vigo in Europa League con la maglia del Bologna. Andando a ritroso, Bernardeschi ne sbagliò uno in Serie A, contro Samir Handanovic con la maglia della Fiorentina. Gli altri quattro errori sono più recenti: tutti avvenuti nel 2024, quando il numero dieci rossoblù era un giocatore del Toronto Fc. Da questa sfilza consecutiva negativa, il giocatore ne ha tirati successivamente tre, trasformandoli tutti con freddezza e decisione. Particolare la statistica che riguarda i tiri dagli undici metri in Serie A: sono quattro quelli realizzati, di cui tre contro l’Udinese. Era già successo il 21 settembre 2016, quando trafisse Karnezis; allo stesso portiere pochi mesi dopo, l’11 febbraio 2017, segnò con la maglia gigliata della viola; infine, il terzo centro contro i friulani , è quello decisivo di lunedì sera che coincide con il ritorno alla vittoria del Bologna in campionato.
Fattore europeo
Un’abbondanza che apporti qualità e freddezza dagli undici metri potrebbe risultare decisiva per il futuro del Bologna. Nel cammino europeo dell’Europa League, i rigori, difatti, potrebbero diventare necessari e possibili nel caso di parità al termine dei tempi regolamentari e supplementari; sarebbe potuto accadere anche nella sfida di ieri sera contro i norvegesi del Brann, così come in futuro. La porta d’accesso per i quarti di finale di Europa League (la doppia sfida contro la Roma sorteggiata oggi) passa anche da qui, con la speranza di non sfidare la sorte ai calci di rigore, senza doversene preoccupare qualora quest’eventualità si presenti. La consapevolezza del Bologna è però quella di avere due calciatori che possano indirizzare le sfide europee, affidandosi al carisma e all’estro di entrambi. Sono 23, invece, i rigori trasformati in carriera da Orsolini: tre errori dal dischetto, di cui due con la maglia rossoblù. Con il Bologna, il numero sette ne ha realizzati 18, animando una città intera e trascinando i suoi compagni a vette entusiasmanti. Due calciatori tanto differenti, eppure simili: la classe non può essere insegnata, né tantomeno appresa; la loro qualità può determinare e far sognare, nuovamente, Bologna e la sua tifoseria.
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
