Bologna FC
Come gioca l’Atalanta di Raffaele Palladino?
Dopo la sconfitta con l’Inter, il Bologna di Italiano affronta un’altra nerazzurra: l’Atalanta di Palladino, aggressiva, verticale e rilanciata dai gol di Scamacca.
Il Bologna si rituffa immediatamente nell’atmosfera del campionato e, dopo il ko contro l’Inter, ospita l’Atalanta. Due squadre nerazzurre in pochi giorni, due test durissimi per la squadra di Vincenzo Italiano. Soprattutto in una situazione complessa come quella in cui si trova la squadra rossoblù.
La situazione di crisi va risolta rapidamente. E una squadra come la Dea di Raffaele Palladino può essere la squadra ideale per trovare una soluzione. I bergamaschi sono aggressivi e lasciano tanto spazi, molti più di quanti non ne lasciasse la stessa Atalanta sotto la guida di Gian Piero Gasperini.
Modulo e atteggiamento dell’Atalanta di Palladino
Raffaele Palladino è arrivato all’Atalanta a metà della prima parte della stagione. I nerazzurri hanno chiamato l’allenatore in sostituzione di Ivan Juric. Due scelte ben precise quelle della società bergamasca, che aveva optato per due tecnici sulla falsa riga dell’ex allenatore atalantino.
L’Atalanta, infatti, dopo Gasperini ha scelto due suoi “studenti” che giocano col 3-4-2-1. I nerazzurri hanno un atteggiamento aggressivo e giocano come nelle ultime stagioni uomo su uomo. La squadra aggredisce gli avversari uomo su uomo per recuperare il pallone col baricentro alto e puntare direttamente alla porta. In particolare, la squadra bergamasca lavora per accelerare sulla trequarti con due uomini tra le linee che cambiano il ritmo dell’azione offensiva.
Scamacca al centro del progetto
Gianluca Scamacca è l’uomo che ha rivoluzionato l’andamento dell’Atalanta, grazie a Raffaele Palladino. Il tecnico di Mugnano di Napoli ha rimesso al centro della Dea l’attaccante romano. La squadra costruisce sugli esterni con triangoli e scambi di posizione, creando superiorità numerica per attaccare il fondo e mettere il pallone al centro per il centravanti. L’ex Sassuolo sta trasformando quasi tutte le occasioni da rete. E anche per questo la Dea ha cambiato passo.
I due trequartisti, nelle situazioni di gioco in cui la squadra costruisce sulle fasce, attaccano l’area di rigore per aggredire la rete. Con loro, anche uno dei due mediani attacca il limite dell’area per riempire con tanto uomini i sedici metri.
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