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Come gioca il Sassuolo di Alessio Dionisi? Le difficoltà e l’involuzione della squadra neroverde

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Calciomercato Bologna (©US Sassuolo)


Questa sera al Dall’Ara per sfidare il Bologna arriverà il Sassuolo di Alessio Dionisi. All’andata la gara finì 1-1 con un super gol di Joshua Zirkzee. I neroverdi stanno attraversando una delle loro stagioni più negative dall’arrivo in Serie A e sono disperatamente alla ricerca di punti salvezza. La formazione neroverde ha faticato e non poco in questa stagione, anche per via dei cambi nella rosa, ma anche per via delle prestazioni deludenti di alcuni calciatori riconfermati e da cui ci si aspettava di più.

Modulo e atteggiamento del Sassuolo 

Se per anni siamo stati abituati ad un Sassuolo elettrico, proattivo, che talvolta ha abituato a mostrare un gioco anche esteticamente apprezzabile, votato all’attacco. Questa “tradizione” degli ultimi anni per scelte che non hanno ancora maturato i risultati sperati, ha portato ad una stagione deludente non solo dal punto di vista dei soli risultati, ma anche da un punto di vista tecnico. Il Sassuolo ha confermato il sistema che gli ha portato fortuna negli ultimi anni, giocando col 4-2-3-1, spesso ibridato in un 4-3-3 in cui il trequartista agisce più da mezzala per necessità tattiche. Tuttavia è l’atteggiamento che è notevolmente cambiato. I neroverdi non sono più caratterizzati da un modo di giocare proattivo, votato all’attacco e sempre propositivo. Quest’anno faticano a costruire una manovra e ha un atteggiamento compassato figlio di una mancata crescita tecnica dei singoli e conseguentemente del collettivo neroverde.

Sviluppo della manovra del Sassuolo di Dionisi

La squadra neroverde, nonostante in questa stagione non stia esprimendo il suo miglior calcio, conserva le caratteristiche del passato. La manovra certamente meno fluido è comunque caratterizzata dalla ricerca continua del gioco sulle fasce, in cui gli esterni offensivi giocano uno sul piede forte, mentre l’altro gioca a piede invertito. Il Sassuolo quindi gioca con due calciatori mancini (nel caso della sfida di questa sera saranno con ogni probabilità Laurienté e Castillejo), con l’obiettivo di avere due giocatori in grado di dare opzioni diverse. A sinistra Laurienté cerca l’uno contro uno (riuscito poco in questa stagione) per crossare, mentre a sinistra Berardi o chi per lui può provare il tiro, crossare sul secondo palo o giocare verticalmente per servire soprattutto gli inserimenti dei centrocampisti o il centravanti. Anche i terzini cercano di creare superiorità numerica sovrapponendosi con costanza sulle fasce. Tuttavia, in assenza di Berardi, spesso a destra questo sincronismo viene a mancare, rendendo la manovra neroverde ancora più prevedibile.

Difesa insufficiente 

Nonostante rispetto ad altri anni la retroguardia del Sassuolo abbia notevolmente arretrato la propria linea e sia meno aggressiva, permangono le difficoltà. La squadra di Dionisi sbaglia tanto soprattutto nelle marcature in area o preventive. Inoltre, il calo della qualità tecnica subita nell’impostazione bassa della manovra ha conseguentemente provocato tanti errori che hanno favorito tante azioni pericolose degli avversari.

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