Bologna FC
Questione Stadio, Forchielli: «Ho incontrato Fenucci, Fico sarebbe ideale. Comune molto remissivo» (Il Resto del Carlino)
Dal ruolo del Sindaco all’incontro con l’amministratore delegato rossoblù: le parole dell’imprenditore sul futuro del Dall’Ara
Il dibattito sul futuro del Dall’Ara è più acceso che mai. In vista delle Amministrative del 2027, l’imprenditore 70enne Alberto Forchielli spicca nella cora anti-Lepore. Il fondatore del Movimento ‘Ora’ ha le idee chiare: «Bisogna farlo a Fico»
«Fenucci di base rimanda la palla nel campo del Comune, mi pare si possa parlare di un braccio di ferro Saputo-Lepore. Per il sindaco in campagna elettorale sarebbe molto sgradevole avere contro il club, quindi la società sulla vicenda dello stadio vuole giocare duro», dice Alberto Forchielli.
Dall’Ara, l’intervista ad Alberto Forchielli
Tutta colpa del Comune?
«Mah, insomma…diciamo che loro lo stadio fuori non lo vogliono fare anche se sarebbe conveniente».
Ma loro chi?
«La società, il Bologna. Ho notato un po’ di stanchezza da parte del club. È inevitabile dopo tanti anni, alla fine sono dieci anni che ballano dietro questo progetto. Tante chiacchiere e siamo al punto zero».
E allora che c’entra il Comune?
«Non combinano niente, i problemi non vengono mai risolti e alla fine si accumulano… Basta pensare al Passante».
Il restyling del Dall’Ara è finito su un binario morto
«Ma converrebbe andare fuori dove ci sono parcheggi, si possono fare sale vip e rendere l’impianto più remunerativo. L’ho anche detto al Bologna».
Perché vi siete visti?
«Si, ho incontrato Fenucci».
Claudio Fenucci (© Damiano Fiorentini)
E lui che cosa ha risposto?
«Che così passeranno altri dieci anni. Ma come si fa?».
Forse le responsabilità sono da attribuire più al club che all’amministrazione
«Un pochino, però il Comune è stato poco dinamico, diciamo che l’amore per la squadra non si è visto».
Che cosa potevano fare?
«Studiare subito una soluzione alternativa. Per esempio Fico sarebbe l’ideale».
Perché?
«Ci sono parcheggi, c’è la fermata del tram e tutto lo spazio che si vuole».
Ci sarebbe Farinetti…
«Farinetti sarebbe ben contento se arrivasse qualcuno a tirargli via quella pesca li. Te la dà al volo».
E allora perché il Bologna non l’ha proposto?
«Il dubbio è che Saputo stia mollando, magari deluso dalla burocrazia. Gira voce che anche la famiglia non si trovi più tanto bene in città, la trova sporca e pericolosa. Ma se vende la squadra con lo stadio incassa molto di più».
Ma quanti anni ci vorrebbero?
«Basta averlo in pancia per vendere bene, mica bisogna avere finito i lavori. Non vorrei che tutta questa situazione nascondesse l’insoddisfazione di Saputo».
E quindi venderà?
«Speriamo di no, certo che ad avere a che fare con Lepore passa la voglia di fare tutto».
Intanto Fenucci ha rilanciato con il Comune
«Io gliel’ho detto che serve uno stadio fuori. Non ci vogliono 10 anni, magari 5, ma la società si valorizza subito».
Però il Bologna si appoggia a un immobiliare. Non rischia di disperdere tutti i margini dell’operazione?
«Basta fare una buona gara d’appalto. Non devi mica essere un costruttore per fare lo stadio, vedi i casi di Juventus e Udinese, basta un appalto fatto bene».
Ci sarebbe il caso dell’Atalanta…
«Guardi, basta fare un project financing».
Guidato dal Comune?
«Si, ma dovrebbe essere proattivo e coinvolgere alt soggetti. Fin qui l’atteggia mento è stato molto remissivo».
Lei che cosa farebbe?
«Assumerei una banca d’investimenti per uno studi di fattibilità da proporre di investitori. L’ho subito detto a Fenucci che serve una banca».
E lui?
«Ha tergiversato, invece in queste situazioni bisogna essere veloci e precisi».
Fonte – Marco Madonia, Il Resto del Carlino
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