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Di questo Bologna in Champions, brillano i giovani

Un Bologna che decide di puntare interamente sui giovani, tra cui spiccano i germogli della primavera: Ravaglia, Corazza e Urbanski.

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Federico Ravaglia in Roma-Bologna
Federico Ravaglia in Roma-Bologna (© Damiano Fiorentini)

Quest’anno il Bologna ha dato prova di grande crescita e valorizzazione dei suoi giovani talenti. Tra i protagonisti di questa annata straordinaria, spiccano alcuni nomi forgiati nel tempo a Casteldebole. Oltre a Bagnolini, ancora in attesa del suo esordio, i riflettori sono puntati su Ravaglia, Corazza e Urbanski, quest’ultimo valorizzato da Motta dopo tre anni sotto la guida di Vigiani.

Ravaglia: un muro inaspettato

Le vicende di Ravaglia e Corazza, entrambi bolognesi di nascita, sono emblematiche e ispiratrici. Entrati a Casteldebole in un momento in cui il club attraversava acque tumultuose, ora hanno inciso il loro nome nella storia del Bologna. In particolare, il percorso di Ravaglia è forse il più sorprendente. Durante la pandemia, mentre giocava nel Gubbio, rilasciò un’intervista in cui sognava di tornare a vestire la maglia rossoblù.

Nessuno avrebbe potuto immaginare che quel sogno si sarebbe realizzato in modo così spettacolare: 7 presenze, 23 parate con una percentuale di successo del 70%, due rigori parati contro Inter e Napoli e cinque clean sheet, incluso quello contro la Roma, che quattro anni fa rischiava di compromettere la sua crescita. Le sue parate sono state determinanti in questa stagione magica. Una stagione in cui, ricordiamo, il giovane rossoblù è stato più volte un valido concorrente dell’appartante titolare inamovibile quale Skorupski. Da qui lo abbiamo capito chiaramente: anche tra i pali, nulla è certo per Thiago Motta.

“Tommy” Corazza tra i giovani rossoblù

Corazza, affettuosamente chiamato “Tommy”, non ha ancora avuto molte occasioni di calcare il prato del Dall’Ara, ma il suo sogno è di farlo diventare il suo campo di casa, anche attraverso eventuali prestiti che lo riportino sotto la Torre di Maratona. Inizialmente previsto per la Primavera, è stato trattenuto da Motta, che ha deciso di puntare su di lui. La corsa sotto la Bulgarelli dopo il gol contro il Cesena è stata un momento emozionante, che ha lasciato intuire che questa non sarebbe stata una stagione come le altre.

Le sue prime apparizioni in Serie A contro Milan e Juventus, e la sua resistenza in Coppa Italia contro l’Inter, hanno mostrato il suo potenziale. Motta lo ha ripescato nelle partite cruciali contro Empoli e Udinese, preferendolo all’esperto De Silvestri, dimostrando la fiducia riposta in lui. Corazza ha sempre mostrato la giusta mentalità e rispetto, e le sue prestazioni in campo hanno fatto il resto.

Urbanski: il giovane polacco entrato in punta di piedi

Urbanski non è un prodotto dei giovani rossoblù come gli altri, ma si è integrato perfettamente nel tessuto del club. Arrivato a Casteldebole nel 2021 come un ragazzino di 16 anni con pochi minuti giocati nel Lechia Gdansk, ha imparato rapidamente cosa significhi giocare nel calcio italiano. Negli ultimi mesi ha conquistato la fiducia di Thiago e, a poco a poco, anche quella dei tifosi.

Inizialmente le ricorrenti scelte di Motta di piazzarlo in campo dal primo minuto erano considerate quasi folli, ma le prestazioni del giovane in campo, tra equilibrio e risolutezza, hanno dimostrato che così infattibili non fossero. Lo abbiamo visto lunedì sera: il polacco ha risposto con una prestazione da 8 e un mezzo gol. Con 24 presenze totali, destinate a salire, Urbanski sta dimostrando di essere un tassello importante per il futuro del Bologna.

Fonte: Sebastiano Moretto, Più Stadio

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