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Ciccio Graziani: «Addio di Italiano? Non mi ha sorpreso più di tanto»

Tra l’addio del tecnico di Karlsruhe all’ex Fenerbahce, l’ex attaccante di Subiaco: «La società rossoblù è seria»

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Vincenzo Italiano
Vincenzo Italiano (© 1000 Cuori Rossoblù)

Ciccio Graziani – ex-attaccante che ha segnato 14 reti contro il Bologna in carriera – era uno degli ospiti in Piazza VIII Agosto, assieme ad Adriano Panatta, Maurizia Cacciatori e Martin Castrogiovanni, in occasione dell’evento ‘Un campione per amico’, tra mini-campi da calcio, tennis, basket, volley e rugby, a insegnare come stare insieme sul campo, divertendosi e stando bene.

A margine dell’evento, non sono mancate delle domande proprio sul club rossoblù, più specificatamente sull’addio di Vincenzo Italiano: «Non mi ha sorpreso più di tanto – ha dichiarato Graziani -, anche perché discutere con i dirigenti che oggi sono a Bologna è assurdo. Sono tutti molto bravi, professionali: quella rossoblù è una società seria. Non so cosa possa essere successo, ma credo che la stagione, per come si è conclusa, al di là dell’essere andati un po’ avanti in Europa League, non sia stata una bella stagione. Parliamoci chiaramente. Il Bologna, con tutto il rispetto, è arrivato ottavo quest’anno in Serie A – prosegue -, e credo proprio che alcune frizioni siano nate da questo risultato, ed evidentemente la società non è stata contenta».

«Nel calcio succede così»

Graziani ha poi continuato: «Perché nel calcio cosa succede poi? Il primo anno, tu allenatore fai bene, vinci la coppa e la prima cosa che fai è batter cassa… e i club ti accontentano. Poi succede che la stagione successiva magari non ci si riesce a ripetere, ma a quel punto non viene fatto alcun passo indietro, sia in termini di contratto che di responsabilità».

Graziani: «Bologna, ecco Tedesco»

Il Bologna, però, rimane in buone mane secondo Graziani: «Dappertutto però funziona così ormai, sono le anomalie del nostro sport. Detto ciò, a Bologna Italiano lascerà sicuramente un buon ricordo, anche se il fatto che il club non abbia battuto ciglio una volta che sono nate le prime frizioni, mi ha stupito. Come a dire: Vuoi andare via? Vai via. Ed è arrivato Tedesco… Il calcio comunque qui continua, gli allenatori e i giocatori passano, ma le società restano».

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