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IL GRILLO PENSANTE – 30.000 non bastano

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fonte immagine: Damiano Fiorentini / 1000cuorirossoblu.it


Il Bologna sceso in campo a Verona nell’anticipo del venerdì sera si è riscoperto insolitamente brutto, prevedibile e nervoso, una malacopia della squadra intraprendente ammirata negli ultimi 2 mesi; gli scaligeri sono riusciti a portare fin da subito la contesa sul terreno melmoso che desideravano, rovesciando quintali di sabbia nei meccanismi dei rossoblu i quali, dal canto loro, hanno fatto la fine del pesce sulla banchina che agita furiosamente le pinne senza combinare granché. Questo almeno per 90 minuti. Poi, all’improvviso, lo scenario è mutato e nei 6 minuti di recupero il Bologna ha combinato molto di più che in tutti i 90 minuti precedenti: prima ha dimezzato lo svantaggio con il pallonetto di Dominguez e poi Orsolini ha gettato clamorosamente alle ortiche il pareggio sparando fuori dal Bentegodi la respinta corta di Montipó su tiro di Ferguson. Da pochi passi, un’occasione che grida vendetta.

Per una sera i rossoblu hanno dato credito al velato pensiero che i sortilegi di Thiago Motta stiano potenziando il rendimento della squadra oltre il suo reale valore; la rosa non appare complessivamente pregiata come in altri anni dal ritorno in serie A ma il tecnico italo-brasiliano è riuscito ad allinearsi coi propri giocatori in una congiunzione astrale tanto misteriosa quanto favorevole, un vero valore aggiunto che induce a prevedere il record di punti dell’era Saputo. Questo trend positivo (Verona a parte) ha riversato in città un entusiasmo che pareva perduto, nelle ultime 4 gare casalinghe (contro Inter, Lazio, Udinese e Milan) il Dall’Ara si è sempre gremito con oltre 25 mila spettatori ed è già previsto un nuovo sold out nella prossima partita interna contro la Juventus.

Quando a Bologna si inizia ad annusare anche solo un vago profumo di Europa il Dall’Ara si popola di un amore traboccante, tanto da rendere angusti gli spazi dello storico teatro calcistico sebbene la struttura sia obsoleta e i parcheggi limitrofi tutt’altro che funzionali. L’attuale capienza di 30 mila posti, in linea con quella definitiva post-ristrutturazione, appare risicata se si registra attualmente una media spettatori di quasi 22 mila presenze con una squadra in ottava posizione e nessun campione assoluto tra i ranghi; cosa succederebbe se i rossoblu riuscissero a compiere quello step che li proietterebbe nell’Olimpo delle coppe continentali in pianta stabile e, magari, arruolassero un totem in stile Baggio, Signori e compagnia bella? Il fantastico quadretto sarebbe contornato da uno stadio sapientemente ammodernato con tutti i servizi e i confort del caso, rendendo ancor più allettante la frequentazione del Dall’Ara. Saranno sufficienti allora 30.000 posti?

Forse sarebbe opportuno rimuovere i teloni che riducono attualmente la capienza e scoprire cosa succede, mettere alla prova una Bologna che sogna di ruggire più forte è sempre una buona idea.

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