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IL GRILLO PENSANTE – La scelta che non convince ed un futuro da Champions

La decisione di Thiago Motta delude ma il futuro del Bologna è roseo: c’è una squadra da Champions League da costruire.

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Thiago Motta durante Bologna - Udinese ( © Damiano Fiorentini)
Thiago Motta durante Bologna - Udinese ( © Damiano Fiorentini)

Poteva terminare con un ultimo capitolo più degno dell’impresa compiuta, dopo la Champions League conquistata. Il finale con la Juve e la sconfitta di Marassi col Genoa hanno un sapore molto più amaro delle cinque reti incassate in poco più di 90 minuti (quando, prima di questo sciagurato binomio, erano state necessarie 14 partite per subirne altrettante).

Ancora meglio: poteva NON terminare, trasformando quest’annata in una strepitosa introduzione di una storia tutta da scrivere. Invece Thiago Motta saluta la compagnia con uno strascico arrendevole che non toglie comunque nulla a quanto consegnato alla storia; lascia un popolo che lo ha sempre amato sebbene lui non abbia mai realmente empatizzato, ha sempre mantenuto un profilo cortese ed equilibrato trasmettendo una sottile sensazione di precarietà nel ruolo. Come se fosse di passaggio, ha fatto solo un salto a salutare ma non si tratterrà più del dovuto. Come in effetti è stato.

La scelta di Thiago non convince fino in fondo

Tralasciando gli interessi di parte, la scelta del tecnico italo-brasiliano non convince fino in fondo, in questo momento storico la panchina della Juventus non sembra garantire un salto di qualità nella sua carriera; oggi Bologna è una piazza che urla a squarciagola il suo orgoglio, che rispolvera fieramente l’antica nobiltà dei suoi vessilli nell’attesa di misurarsi nell’Olimpo del calcio europeo.

Ha una proprietà granitica insediata da ormai otto anni che vorrà ben figurare in Champions League, ha una società organizzata e all’avanguardia, ha una tifoseria straripante di passione (oltre trentamila tifosi hanno partecipato alla serata di festeggiamenti in centro storico); Thiago ha puntualizzato che il suo ciclo è finito, in realtà il ciclo non è mai iniziato ma ci sono tutti gli ingredienti affinché il prossimo tecnico possa aprirlo.

Con la Vecchia Signora è assicurata la medesima competizione continentale con l’aggiunta del Mondiale per Club ma l’ambiente è una polveriera; Motta non beneficerà di alcun credito (come avrebbe vantato in Emilia) in caso di qualche partita negativa, c’è da ricostruire dalle fondamenta una squadra e la relativa mentalità vincente oltre che riavvicinare una tifoseria diventata ostile. Vero è che c’è meno rischio ripartire da una piazza in situazione critica, magari è mancato il coraggio di continuare a fare bene dove già si è andati oltre le aspettative.

Attesa frenetica per la scelta del nuovo allenatore

A questo punto tutta l’attenzione viene catalizzata dall’imminente scelta che maturerà nella stanza dei bottoni di Casteldebole: chi sarà il prossimo timoniere a sedersi sulla panchina rossoblu?
Il principale indiziato sembrerebbe quel Vincenzo Italiano che a Firenze è riuscito ad arrivare a due finali di Conference League in altrettante partecipazioni, ma anche i profili di Sarri e dell’ex Pioli sembrerebbero essere nell’ampolla da cui verrà estratto il prescelto.

L Belgio, è un percorso oltremodo tortuoso mentre il sogno De Zerbi appare praticamente irraggiungibile. In ogni modo mai fidarsi di Giovanni Sartori: lo stesso Thiago Motta firmò a sorpresa e nello scetticismo generale, non è da escludere che si stia lavorando a fari spenti per una soluzione fin qui neppure contemplata dalle testate giornalistiche.

Grande curiosità per un calciomercato da Champions

Parallelamente alle riflessioni che porteranno ad occupare la cruciale casella del nuovo tecnico, c’è da allestire una rosa che possa ben competere su tre fronti nella prossima stagione; se da una parte le risorse per rinforzare una squadra qualificata in Champions League saranno maggiori, dall’altra c’è da schermarsi dagli attacchi di blasonati club interessati ai tanti gioielli sbocciati sotto le Due Torri in questa stagione.

Non è certo un mistero che Zirkzee e Calafiori siano sul taccuino di svariati direttori sportivi (Ferguson ne è uscito in seguito al grave infortunio di aprile) ma la fiducia di tutto il popolo rossoblu, riposta nella sconfinata competenza di Giovanni Sartori, fa dormire sonni tranquilli a tutti. Il Bologna di domani , quello della Champions League, saprà di certo rendere orgogliosa una piazza che si è riscoperta grande all’improvviso.

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4 Commenti

1 Commento

  1. Angelo Luminasi

    27 Maggio 2024 at 16:54

    Motta ipocrita, aveva da tempo deciso di andare in Juve. Attenti che fara’ di tutto x portarci via i migliori..almeno fateglieli pagare. Il 3-3 vergognoso, se c’e’ una squadra che noi bolognesi nn sopportiamo e’ la Juve..e lui lo sapeva sicuramente. Ora fa l’indiano. Bravo Mingardi..nn merita altro.

    • Andrea Neri

      28 Maggio 2024 at 12:01

      Angelo grazie del commento: ha fatto una scelta professionale differente e che a molti di noi può non piacere, ma stiamo sulle cose concrete che ci ha portato e la Champions League non è poca cosa…

  2. trebbi guido

    28 Maggio 2024 at 9:55

    bisognerebbe aprire un ciclo e prendere milic allenatore dal torino.

    • Andrea Neri

      28 Maggio 2024 at 12:06

      Juric del Torino è un buon allenatore, ma non ha operato risultati che potessero renderlo appetibile per la nostra piazza. Inoltre, parere nostro, è un tantino “irascibile” e forse, adesso, c’è bisogno di maggiore tranquillità, insieme ad un pugno deciso per guidare la squadra in Champions League.

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