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Bologna

IL GRILLO PENSANTE – Una partita alla volta

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Damiano Fiorentini


Sono trascorse due settimane dalla sfortunata trasferta di Firenze ma in realtà sembrano passati mesi, troppo pungente l’urgenza di riscattare un risultato bugiardo e ripristinare pienamente lo status di mina vagante guadagnato a suon di imprese in questa prima parte di campionato. Neppure la qualificazione della nazionale italiana ai prossimi campionati europei, evento non più scontato da qualche anno, è bastata a mitigare l’impazienza. C’è troppa voglia di Bologna per giustificare qualsiasi tipo di pausa.

 

Sconfitta solo nel risultato

 

La sconfitta in casa della Fiorentina non è sinonimo di ridimensionamento, anzi, i rossoblu hanno governato la gara per larghi tratti con personalità e intraprendenza al cospetto di una delle compagini con la più alta percentuale di possesso palla della Serie A; in questa speciale statistica (tanto cara ad Italiano) i viola hanno dovuto concedere il 61% e ben 180 passaggi in più (319 vs. 489) nella gara col Bologna, riuscendo quindi ad ottenere una vittoria estremamente utilitaristica e quanto mai preziosa. E non esattamente meritata.

 

L’obiettivo è sempre la prossima partita

 

Il Bologna non perdeva da agosto, 10 partite fa, e ciò che resta della seconda sconfitta in campionato è la fotografia nitida di una squadra minuziosamente organizzata, strutturata da Thiago Motta non per difendersi in trincea e ripartire in contropiede da provinciale ma per padroneggiare il gioco, tessere trame di qualità ed assaltare l’area avversaria con variegate soluzioni. Strategia da squadra di alta classifica, un’ispirazione ancora prima di un’ambizione per il capace tecnico italo-brasiliano che non si pone obiettivi precisi se non quello che ricorre in ogni suo santo giorno: giocare al meglio la prossima partita, preferibilmente vincendo.

 

Domare il Toro per riscattarsi

 

L’occasione per riprendere a macinare punti si chiama Torino e si materializzerà nel Monday Night che chiuderà il tredicesimo turno di campionato; la squadra di Juric fiata sul collo del Bologna a soli 2 punti di distanza e sbancare il Dall’Ara significherebbe scavalcare in classifica i diretti avversari spodestandoli dal ruolo di principale outsider nella lotta per un piazzamento europeo. Sotto le Due Torri però quest’anno dimora una squadra che è come la sua Garisenda: può barcollare ma non crolla, e tutti fanno quadrato per risollevarla prontamente. Il Toro caricherà ma il Bologna di questi tempi non è un matador impreparato.

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