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L’altro spogliatoio: l’analisi del Torino di Ivan Juric

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fonte immagine: Torino FC


Questa sera il Torino di Ivan Juric ospita all’Olimpico Grande Torino, il Bologna di Thiago Motta. Le due squadre arrivano da momenti di forma opposti. Da una parte i rossoblù che puntano forte il settimo posto, vista anche la sconfitta romana della Juventus, dall’altra il Torino che giunge da una settimana complicata dopo il KO pesante dell’Allianz Stadium proprio contro la Juventus e la situazione Radonjic che agita ulteriormente le acque.

Ivan Juric non ha però intenzione di cambiare la squadra e l’atteggiamento nei confronti della gara. Modulo e sistema confermati, voglia di confermare la prestazione contro la Juventus e trasformarla in tre punti. Tutto questo contro una delle squadre più in forma del torneo, quale è il Bologna che viaggerà sull’entusiasmo della bellissima vittoria sull’Inter.

MODULO E ATTEGGIAMENTO. Come noto Ivan Juric è un allievo di Gian Piero Gasperini e da quel retaggio difficilmente devia verso altre direzioni. Il Torino del tecnico croato gioca col 3-4-2-1 ed è una formazione molto aggressiva, che gioca con la linea di difesa alta, alla ricerca perpetua dell’anticipo sugli attaccanti avversari. Questo, tuttavia, lascia molto spazio alle spalle dei difensori che spesso risulta letale per il Torino e un vantaggio proprio per il Bologna (vedi il gol di Orsolini contro l’Inter). La linea a tre di Juric è fatta di giocatori molto strutturati fisicamente, piuttosto veloci sul lungo, ma in difficoltà nell’affrontare un duello sullo scatto. Una difesa che ha una certa superiorità anche aerea. Questo atteggiamento del Torino toglie spazio e tempo alle giocate degli attaccanti e accorcia gli spazi tra la linea di difesa e centrocampo.
L’atteggiamento aggressivo dei granata gli permette di arrivare alla porta avversaria con pochi passaggi: un esempio è stato il primo tempo della gara con la Juventus, in cui il Torino è riuscito con il pressing ad arrivare spesso al tiro, spesso in pochissimi passaggi.
In casa della Juventus, che ha preferito lasciare soprattutto nel primo tempo il pallino del gioco ai granata, il Toro ha mostrato grande personalità sia nel pressare la Juventus sia nel condurre ritmi della gara, mantenendo molto spesso il pallone e costruendo l’azione dal basso.

ATTACCO. Nonostante l’ultima partita abbia mostrato un Torino in grado di segnare anche con i centravanti (vedi il gol di Sanabria), la formazione di Juric ama favorire soprattutto l’inserimento di centrocampisti, esterni e trequartisti. Vista la scarsa continuità in zona gol di Sanabria e i continui problemi fisici di Pellegri, il Torino ama rimanere corto, attaccare alto il possesso palla avversario, ribaltare l’azione velocemente e aggredire l’area con tanti uomini.
Gli esterni di centrocampo sono terzini di propensione offensiva, che amano proporsi in profondità (stasera sulla sinistra giocherà forse Rodriguez, meno propenso ad aggredire gli spazi ma più utile per l’uscita del pallone dalla difesa) e arrivare sul fondo per crossare.
Centralmente il Torino cerca il fraseggio dei trequartisti per arrivare alla conclusione. Attenzione soprattutto al talento del russo Miranchuk che ha saputo decidere diverse gare grazie al suo mancino potente e preciso.

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