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L’allenamento del Bologna è High-Tech: obiettivo resistenza (Il Resto del Carlino)

Una preparazione fisica mirata per affrontare campionato, Champions e Coppa Italia: in allenamento il Bologna usa maschere high-tech.

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Bologna, secondo allenamento stagionale del Bologna
Mister Italiano scherza con Holm (© Bologna FC 1909)

A Casteldebole, ci si prepara per la nuova stagione: l’allenamento del Bologna è accessoriato. I giocatori rossoblù indossano infatti maschere speciali per migliorare la loro resistenza e performance atletica. Queste maschere, che saranno messe da parte solo tra un mese in occasione dell’ultimo test estivo, sono fondamentali per accumulare l’energia necessaria. Tutto in funzione di una prossima stagione decisamente impegnativa, anche a livello di fiato.

Una tecnologia che va a braccetto con l’allenamento del Bologna

A Casteldebole si pensa ad affrontare al meglio le tre competizioni principali: campionato, Champions League e Coppa Italia. Vincenzo Italiano è ben consapevole dell’importanza di una preparazione fisica eccellente, avendo sperimentato le fatiche di una stagione con 57 partite alla guida della Fiorentina.

La strategia di Italiano è chiara: puntare su gambe forti e polmoni ben allenati. Le maschere iper-tecnologiche utilizzate nei recenti test atletici a Casteldebole misurano il consumo massimo di ossigeno (VO2 max) dei giocatori. Queste apparecchiature sofisticate permettono di monitorare quanto ossigeno un calciatore può consumare durante lo sforzo massimo, in rapporto al suo peso corporeo.

Il funzionamento delle maschere high-tech

Il funzionamento delle maschere è relativamente semplice: sensori all’interno rilevano gli scambi gassosi, trasmettendo i dati a un dispositivo posizionato sulla schiena del giocatore, che a sua volta invia le informazioni ai computer degli allenatori tramite wi-fi. Questa tecnologia, introdotta quasi dieci anni fa da Giovanni Andreini nel Bologna di Donadoni, è ora utilizzata anche da Nicolò Prandelli e Paolo Aiello, nuovi membri dello staff atletico rossoblù. Prandelli e Aiello lavorano insieme ai preparatori portati da Italiano, Piero Campo, Ivano Tito e Mirko Balestracci, formando una squadra di esperti al servizio della preparazione fisica dei giocatori.

È solo l’inizio

I dati raccolti durante questi test iniziali saranno analizzati per creare piani di allenamento personalizzati e per prevenire eventuali cali di forma. Un nuovo check è previsto tra qualche mese per monitorare i progressi e assicurarsi che i giocatori siano nella migliore condizione possibile.

Ma a cosa servono davvero queste maschere? L’obiettivo è individuare quei giocatori che, a parità di tempo e condizioni, consumano più ossigeno, dimostrando una maggiore efficienza fisica. Tuttavia, una volta che il pallone entra in gioco, le sorti cambiano: la tecnica, la tattica e la determinazione diventano i fattori decisivi. Con queste basi solide, il Bologna può essere pronto a scendere in campo in una stagione da Champions.

Fonte: Massimo Vitali, Il Resto del Carlino

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