Bologna FC
Lezioni di Italiano – Bologna fc 1909: L’estate sta finendo
Riflessioni sparse e valutazioni che si stanno già concretizzando su come è andata la stagione. C’è il tempo per costruire bene la prossima, a patto che lo si voglia.
Nell’estate del 1985, i Fratelli Righeira ci consegnarono un pezzo che, insieme a “Vamos all Playa”, rimane nel nostro immaginario collettivo come pezzo musicale iconico di quel periodo. Ma mentre “Vamos” è un brano di assoluta allegria e di celebrazione di una stagione, quello estivo, che va ad iniziare, “L’estate sta finendo” potremmo dire che sia il suo esatto opposto. È sempre stato il simbolo di quel senso di malinconia per le cose che finiscono, le estati come gli amori. Un pò come la stagione del Bologna, che dopo essere decollata in maniera eccellente, ha visto troppi alti e bassi, fino alla sconfita di ieri e i conseguenti fischi.
Dopo l’estate, l’autunno
Di questi tempi, l’anno scorso, ci si apprestava a compiere l’impresa: magari frutto di concause fortunate (incontrando, cioè, Monza ed Empoli, poi retrocesse), ma rimane l’ultimo grande successo degli ultimi 50 anni. Oggi (o meglio ieri) il calore estivo ha lasciato spazio ai primi freddi autunnali, le foglie cadute ( i fischi abbondanti piovuti sull’erba del Dall’Ara) hanno segnalato ai più che, forse, un percorso è giunto al suo termine. E non sono i risultati, tre sconfitte, che sono arrivati nelle ultime tre partite, risultati che fanno preoccupare, ma è il come queste siano arrivate.
Federico Ravaglia (© Damiano Fiorentini)
8 a 0 nelle ultime tre partite
Tre sconfitte si diceva, ma è il modo in cui sono arrivate è quello che preoccupa: otto reti subite e neanche una segnata, al netto di pali e traverse. E’ vero che si sono incontrate squadre che giocano “fisse” per il pianeta Europa, ma il Bologna, a parte alcuni forcing, ha faticato rispondere presente. Aston Villa, Juventus e Roma oggi vivono un presente calcistico molto differente dalle ambizioni del popolo rossoblù. Anche ieri tantissime imprecisioni ed errori che hanno costellato tutti i 90 minuti dei ragazzi di Italiano: segnali incontrovertibili che la truppa non è serena e il gioco espresso a novembre è lontano. Perchè?
Lucumi Bologna Roma (©Damiano Fiorentini)
Finita o non finita questa, si pensi a costruire bene la prossima stagione
Pensare che gli ultimi 360 minuti possano cambiare questo campionato è un suicidio intellettuale. Da quando in qua “Blindare l’ottavo posto” si candida ad obiettivo primario di una stagione? E’ chiaro che qualcosa è andato storto, oltre alle aspettative e adesso si corre ai ripari, paragonando l’ottava piazza ad un trofeo. Si fa come si può, con quel che si ha.
Per la prossima stagione un piccolo e modesto consiglio: dire in premessa gli obiettivi (raggiungibili) della stagione e costruire le premesse perchè possano essere concretamente possibili.
La fiducia si (ri)costruisce con chiarezza e trasparenza. Magari acquistando qualità ed evitando di vendere tutto ciò che fa rima con plusvalenza.
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