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Maccabi Tel Aviv-Bologna: anche una questione di geopolitica

Bologna-Maccabi Tel Aviv di Europa League si gioca in Serbia: stadio, geopolitica e tifo ridotto. Tutti i dettagli della trasferta.

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La TSC arena, lo stadio di Bačka Topola dove si giocherà Maccabi-Bologna (©TSC Arena official site)
La TSC arena, lo stadio di Bačka Topola dove si giocherà Maccabi-Bologna (©TSC Arena official site)

Quella di stasera non è una semplice trasferta europea. Per il Bologna, la partita contro il Maccabi Tel Aviv si gioca in un luogo che non è solo un punto sulla cartina geografica. Il teatro del match è Backa Topola, cittadina serba di poco meno di 40 mila abitanti, nel cuore della Voivodina, regione dove la presenza della minoranza ungherese è fortissima e politicamente connessa.

Uno stadio, tra calcio e geopolitica

La Tsc Arena, lo stadio che ospiterà la gara delle 21, è un impianto recente: inaugurato nel 2021 grazie a un importante sostegno economico della federazione ungherese. Un investimento che rientra in un più ampio progetto di influenza politica e culturale promosso dal governo di Viktor Orbán nei territori dell’Europa orientale con forte componente ungara, dalla Serbia alla Romania, passando per Slovacchia e Ucraina.

Logo Europa League (© Depositphotos)

Logo Europa League (© Depositphotos)

È qui che il Maccabi Tel Aviv ha trovato la sua “casa” europea. L’instabilità internazionale ha infatti costretto il club israeliano a disputare le competizioni UEFA lontano dal proprio paese, scegliendo una sede logisticamente sicura e politicamente amica.

Maccabi Tel Aviv-Bologna: un tifo ridotto

A Backa Topola, però, il calcio europeo si gioca davanti a spalti semivuoti: la Tsc Arena può contenere 4.500 persone, ma nelle precedenti gare continentali il pubblico non ha mai superato le 350 presenze. Anche questa sera lo scenario sarà insolito. Sugli spalti ci sarà una sorta di equilibrio numerico: poco più di un centinaio di tifosi israeliani e circa 130 sostenitori rossoblù, divisi tra settore ospiti e tribuna. Non ci saranno invece i gruppi organizzati della curva felsinea, che hanno scelto di non partecipare alla trasferta per coerenza con la linea già adottata in occasione della Supercoppa in Arabia Saudita.

Tifosi Bologna (© Damiano Fiorentini)

Tifosi Bologna (© Damiano Fiorentini)

«Non andremo in Serbia, restiamo fedeli alle nostre idee», hanno ribadito nei giorni scorsi. Così il viaggio verso Backa Topola è stato organizzato in autonomia dai tifosi: chi in aereo fino a Belgrado e poi in auto per le ultime due ore di strada, chi in pullman affrontando un viaggio notturno di quasi 900 chilometri. Tra i più numerosi, il gruppo del Club Andrea Costa, partito all’alba con 34 persone a bordo. Arrivo diretto allo stadio, partita e rientro immediato.

«Abbiamo deciso di esserci per il Bologna, senza mischiare calcio e politica», racconta il presidente Ivano Sala. «La nostra bandiera è una sola: quella rossoblù».

Il momento del Maccabi

Sul campo, la situazione del Maccabi Tel Aviv non è delle più rosee. La squadra israeliana ha appena cambiato allenatore dopo la sconfitta nel derby contro l’Hapoel. In Europa League il bilancio è pesante: ultimo posto nel girone, due gol segnati e diciannove subiti, con l’unico punto conquistato nello 0-0 all’esordio contro il Paok. Il nome di maggiore esperienza è quello del capitano Dor Peretz, ex Venezia, recentemente protagonista con una doppietta contro l’Italia nelle qualificazioni mondiali. Tocca a lui guidare una squadra che cerca riscatto in un torneo finora complicatissimo.

Per il Bologna, invece, la sfida di Backa Topola è un altro capitolo di un’avventura europea che passa anche da luoghi carichi di significati extra-sportivi. Una partita che si giocherà lontano dai grandi stadi, ma dentro un contesto che spiega quanto il calcio, oggi più che mai, sia intrecciato con la geopolitica.

Fonte: La Repubblica

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