Bologna FC
Restyling Dall’Ara, Fenucci: «Situazione statica. I costi sono lievitati»
A margine della commemorazione di Weisz, il dirigente rossoblù fa il punto sull’impianto cittadino: il progetto di riqualificazione dell’arena resta bloccato tra costi lievitati e nodi finanziari.
Nella Giornata della Memoria, il Bologna come sempre a ha commemorato Arpad Weisz. Alla cerimonia c’era anche Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, che ha colto l’occasione anche per parlare della situazione della squadra e anche della situazione che riguarda il Dall’Ara e il suo restyling.
L’AD del club felsineo non si è nascosto di fronte alle difficoltà della squadra. Ma di pari passo, se non peggio, prosegue anche il progetto della ristrutturazione dello Stadio Dall’Ara. Il candidato sindaco Alberto Forchielli, nelle scorse settimane, aveva puntato il dito contro il sindaco Lepore ma Fenucci sullo stadio “scagiona” tutti gli attori già in campo.
Situazione bloccata
Le parole di Fenucci sono chiarissime sull’ormai famigerato restyling dello Stadio Dall’Ara: «Come definirei la situazione dello stadio? Statica», ha risposto in maniera laconica il numero due di Casteldebole. Sono ormai 12 anni che la questione avanza tremebonda.
Se a un certo punto le cose sembravano procedere per il meglio, l’emergenza Covid ha cambiato tutto. La crisi immediatamente successiva alla pandemia ha fatto schizzare alle stelle i costi delle materie prime. E tutto il settore dell’edilizia ne ha risentito, alzando i costi delle commesse.
Fenucci sui problemi
L’AD rossoblù quindi ha spiegato quali sono i problemi per procedere nella direzione di un pieno restyling dell’impianto bolognese. Una dichiarazione quella di Fenucci che, come detto, scagiona gli attori già in campo come il Comune che, qualora dovesse partire il progetto, darà il suo contributo.
«Noi abbiamo sempre manifestato l’intenzione di riqualificare il Dall’Ara attraverso un’operazione complessa – premette il dirigente –. Ma, come sapete, i costi della ristrutturazione dopo il Covid sono molto cresciuti per quello che è successo nel mercato dell’edilizia. Così sono passati da una valutazione di 150 a 230 milioni di euro».
Esiste una soluzione?
E dunque al momento l’avanzamento del progetto resta impantanato, vittima dei costi esorbitanti rispetto a quanto era stato preventivato: «C’è un gap finanziario che si è aperto e bisogna capire se si troverà il odo di colmarlo. Questo non può essere fatto dal club, perché è un impegno già consistente per un impianto che non sarà di proprietà del Bologna».
Che soluzione? «Se si troveranno forme di coinvolgimento di altri operatori economici della città, per tutto quello che questo intervento significa per la città come impatto economico, noi siamo pronti. Però al momento è tutto fermo».
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Mauro
28 Gennaio 2026 at 12:05
Siamo in Italia…il paese al mondo con gli stadi più brutti.Con una legge ad hoc dello Stato si darebbe lavoro a tanta gente per costruirne di nuovi.