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Robe da “Mats” vol. 2: il tempo è galantuomo

Decidere se tenere Mihailo Ilic, facendogli giocare diverse amichevoli così da testarlo, e l’attesa dell’eventuale si di Hummels. Il resto del mercato può attendere ancora qualche giorno.

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Prima di tornare al tormentone dell’estate calcistica rossoblù, Mats Hummels, torniamo alla partita di ieri e vi poniamo una domanda.

Ma siamo sicuro che Mihajlo Ilic sia così inservibile alla causa rossoblù?

Chi è Mihajlo Ilic?

21 anni compiuti da poco (4 luglio), titolare dell’U21 serba, 192 centimetri e, nonostante la giovanissima età, già  giocate alcune partite nelle Coppe Europee. A Bologna per 6 mesi non ha visto il campo (gennaio-maggio 2024), perchè qualcuno non vedeva lui. Legittimo, ma forse è giunta l’ora di saltare i preconcetti e provare “seriamente” il ragazzo (vedi amichevoli di questi giorni). E solo dopo alcuni test, valutare se mandarlo a fare esperienza altrove o tenerlo come quarto del pacchetto dei difensori centrali.

Onestamente non sembrerebbe un crack, ma sta crescendo di partita in partita e probabilmente ha ancora tanto da far vedere. Ieri, nella partita con il Caldiero, si è mosso con sufficiente disinvoltura e personalità, migliorando ulteriormente rispetto al Brixen. Crediamo, inoltre, che Sartori ci abbia visto lungo e adesso ci vuole solo un pò di tempo per togliere la “patina” da inattività. Il tempo è galantuomo.

Capitolo Hummels: nulla di nuovo sul “fronte occidentale”

Perchè se Mihajlo si dimostrasse all’altezza (e quindi rimanesse), l’eventuale arrivo a zero di Hummels, libererebbe una quota parte del budget, completando il reparto centrali. Budget che potrebbe servire per un esterno basso sinistro e per il vice Ferguson, entrambi solo se acquisti di alta qualità. E crediamo che Sartori abbia un paio di assi nella manica, pronti, da giocare solo a “querelle Calafiori” finita.

Hummels intanto tace e la risposta non sta arrivando alla dirigenza rossoblù. Sul giocatore non ci si può mettere a discutere (35 anni, ex Campione del Mondo e giocatore dell’ultima finale di Champions League), sulla sua motivazione si. Condividiamo le parole dell’AD Claudio Fenucci dell’altra sera:«Abbiamo spiegato chiaramente il percorso che vogliamo fare  al giocatore e il “valore” della città. Ci aspettiamo che chi viene al Bologna abbracci con entusiasmo il nostro progetto, per una ulteriore crescita personale e di gruppo».

Il tempo sta passando e il tempo è sempre galantuomo.  Il silenzio, per adesso, sarà anche sinonimo di riflessione, ma sicuramente non è sinonimo di entusiasmo nell’accettare. Per lumi sulla questione chiedere a Thijs Dallinga: in tre giorni (o giù di lì) era già a Valles ad allenarsi, credendo che il Bologna fosse e sarà una opportunità.

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