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Stefano Borghi: «La differenza tra il Bologna dello scorso anno e questo? Dan Ndoye»

La disamina completa del telecronista di Sky Sport, che a seguito della sconfitta col Milan ha cercato di analizzare così il momento del Bologna e di Italiano

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Dan Ndoye (© Bologna FC 1909) Milan
L'esultanza della tigre di Dan Ndoye (© Bologna FC)

La testa è già al Parma, con la speranza di rialzare le sorti dopo due mesi da incubo. L’ultimo periodo del Bologna, infatti, è stato tutt’altro che piacevole, e lo 0-3 col Milan ha dato il colpo di grazia ad una squadra in evidente difficoltà già da diverse settimane. Alla base di tutto errori difensivi, criticità ed una diffusa  nel creare gioco ed esprimersi ad alti livelli. Un momento difficile, che ha provato ad analizzare così Stefano Borghi, telecronista di Sky e talent di Cronache di Spogliatoio.

Bologna in crisi, il commento di Stefano Borghi

Vincenzo Italiano (©Damiano Fiorentini)

Vincenzo Italiano (©Damiano Fiorentini)

«Il Bologna sta attraversando un momento veramente complicato. A questo punto, però, il momento assume un po’ i contorni delle caratteristiche stagionali, perché il Bologna degli ultimi mesi è una squadra molto più sgonfia, molto meno feroce dello straordinario Bologna dello scorso anno. È un po’ come vedere la squadra di inizio stagione, c’era stato sì un colpo di volante ad un certo punto ma ora il Bologna è tornato a fare errori esorbitanti a livello difensivo e ad avere degli equilibri complicati o quasi inesistenti, oltre ad una difficoltà nel concretizzare con gli attaccanti.»

Una fase offensiva troppo sterile

«I gol mancanti nel reparto offensivo, nel quale metto anche Orsolini che è nettamente inferiore rispetto all’anno scorso, sono un freno per la classifica della squadra di Italiano. Immobile, che ha avuto problemi fisici, è stato ceduto, ma evidentemente non è scattata la chimica fra lui e il progetto. Il Bologna segna troppo poco, uno come Ndoye sta mancando tantissimo non solo per le cifre che portava ma per il fatto di essere un collegamento costante nel gioco a super velocità del Bologna. Ndoye ha segnato, ha fatto segnare, ma soprattutto è quello che riceveva palla, un po’ aperto, un po’ più interno o centrale e la palla la trasformava in occasioni da rete pulite e più facili da concretizzare. Da qui la differenza di rendimento degli stoccatori ed il decadimento dei numeri offensivi del Bologna.»

L'esultanza di Dan Ndoye durante la partita Bologna-Torino (© Bologna FC 1909)

Dan Ndoye durante la partita Bologna-Torino (© Bologna FC 1909)

In difesa regna il caos

«La rimessa laterale di Miranda è il simbolo della confusione difensiva, ma anche nell’azione dell’1-0 del Milan si nota non solo il piattume ma anche i posizionamenti e le letture individuali della difesa. Heggem ha capito poco, Zortea così come Joao Mario sono giocatori “piccolini”, con qualità offensive sì, ma non con quel fisico ed i centimetri che dava Holm. In generale, la difesa senza Lucumì è abbastanza persa, Casale è un giocatore lontanissimo dagli standard che aveva alla Lazio, Heggem senza Lucumì soffre a guidare la difesa, Vitik è ancora acerbo. È arrivato Helland, ma bisogna vedere se avrà la capacità che aveva Beukema di guidare questo reparto.»

La verità sta nel mezzo

«Le difficoltà dei due estremi di campo si originano in mezzo, dove il Bologna ha perso completamente i propri equilibri. Un po’ perchè Freuler è un filo più spento, meno intenso. Ma soprattutto perchè col centrocampo attuale è un po’ abbandonato al suo destino. Ferguson dopo il crociato fa grande fatica ad essere la seconda voce del centrocampo di Italiano, che si struttura con un equilibratore al centro, un centrocampista ed un trequartista, che poi può essere più in mezzo al campo o più alle spalle della punta.»

Bologna-Torino 0-0 (© Damiano Fiorentini x 1000cuorirossoblù)

Lewis Ferguson in Bologna-Torino 0-0 (© Damiano Fiorentini x 1000cuorirossoblù)

«Per come sta adesso e per come gioca il Bologna in questo momento Ferguson lo vedo più trequartista, perché ha l’invasione dell’area di rigore, ha il tiro da fuori e può trovare la porta. Se deve essere la spalla di Freuler fa fatica in questo momento. Come Pobega questo ruolo da spalla può farlo Sohm, anche se è un giocatore da recuperare dopo Firenze. Al Bologna manca però un giocatore dinamico, che può coprire campo, collegare ed aiutare. Un giocatore “oscuro” come apparenza ma dal peso specifico molto alto, e Moro potrebbe esserlo. I disequilibri di questa squadra, per il mio modo di vedere il calcio, si originano qui

Cosa cambiare

«Italiano al momento deve cambiare qualcosa, anche a livello di nuove idee da sviluppare, perchè le idee classiche del Bologna questa squadra non riesce a svilupparle quest’anno, va troppo in difficoltà, è meno decisa e quindi c’è bisogno di qualcosa di diverso. Il Bologna ha una grande occasione in Europa League per farsi valere. La doppia partita, la capacità di Italiano nelle Coppe, le mentalità di questo gruppo che si accende quando ci sono questi tipi di scenari porta il Bologna ad avere una buona occasione in Europa League, ma in campionato la situazione va migliorata perchè per quanto fatto negli ultimi anni stare nelle posizioni europee è quasi un dovere

Fonte: canale Youtube Stefano Borghi 

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