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Thiago Motta dopo Bologna-Juventus (3-3): «Abbiamo fatto una grande stagione. Ora godiamoci il momento, poi parleremo del futuro e saprete»

Le dichiarazioni del tecnico rossoblù al termine della gara pareggiata contro i bianconeri

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Thiago Motta
Thiago Motta (© Bologna FC 1909)

Dopo il Presidente Saputo, Riccardo Calafiori e Lukasz Skorupski anche Thiago Motta ai microfoni di DAZN è intervenuto dopo Bologna-Juventus.

Mister, come le ha chiesto anche Skorupski (intervenuto poco prima, ndr) i tifosi del Bologna si aspettano una risposta sul futuro…
«Abbiamo fatto una grande stagione tutti assieme, anche Lukasz che è un ragazzo fantastico di questo gruppo, sia nei momenti belli che in quelli meno belli. E lui è rimasto sempre un ragazzo che fa gruppo e che aiuta dentro al campo, dove lo vedete voi, ma aiuta anche fuori. Sono d’accordo con lui quando dice che abbiamo costruito un bellissimo gruppo che da in modo che la squadra giochi in questo modo e per avere questi risultati. È un giorno di grande festa per il Bologna e dobbiamo goderne tutti assieme. Del futuro, come ho detto in conferenza, parleremo internamente prima col presidente e ciò che decideremo lo comunicheremo insieme. Ora è il momento di fare festa in questo momento bellissimo per il Bologna con un’energia positiva bellissima».

Stasera è giusto che si prenda gli elogi e quello che dicono di lei i suoi giocatori. A inizio carriera si diceva che facesse giocare bene le sue squadre, ma poi non guardasse nemmeno in faccia i giocatori. Ma le richieste dei giocatori di rimanere con loro, testimoniano che non è così…
«La cosa più importante è il rapporto che si crea coi giocatori. Non è vero che non li guardo in faccia. Guardo in faccia ognuno di loro e cerco di dargli quello che si meritano. Sono tanti e non sempre possono giocare tutti: giocano quelli che meritano, anche se a volte meriterebbero tutti. La cosa più importante è il rispetto che c’è tra di noi, sulle mie scelte e io per il loro impegno. E per questo voglio bene ad ognuno di loro. Non è scontato e lo dico anche in privato ad ognuno. Hanno dato il massimo per giocare così e arrivare a questi risultati quando nessuno se lo aspettava. Nel corso della stagione, avere grande voglia, grande fame e voglio lavorare bene ci ha fatto arrivare in alto. Voglio godermi questo momento fino all’ultimo minuto con loro».

(Arriva una domanda da parte di Saelemaekers, ndr) Mister, come sono andato da prima punta?
«Non hai fatto male, però puoi fare meglio e sono contento, non solo per quello che hai fatto oggi in campo. Mi ricordo quando Alexis è arrivato dal Milan, una grande squadra del nostro campionato e non era facile cambiare la mentalità. Lui è voluto venire tantissimo per dimostrare il suo valore e lo ha fatto perfettamente. Dentro il campo lo conosco e lo conoscete anche voi, è un ragazzo che può giocare esterno, da prima punta e anche a centrocampo anche se lui ancora non ci crede. È un ragazzo per bene che merita tutto quello che ha avuto quest’anno. Gli auguro il meglio perché è un bravo ragazzo e un grande giocatore, ha la mia stima e ogni tanto sono stato molto esigente, ma lui lo ha capito perché è molto intelligente».
Saelemakers risponde: «Grazie di tutto quello che hai fatto per noi».

Se ad una giornata dalla fine del campionato le avessero detto che sarebbe stato terzo pari punti con la Juventus, che cosa avrebbe pensato?
«Avrei firmato subito. Ma a chi me lo avesse detto, avrei detto che era delirante perché non era affatto scontato che avessimo questi risultati però devo dire che dal primo giorno questi ragazzi hanno mostrato una grande voglia di superarsi, migliorarsi, ed erano consapevoli che la competizione tra di loro era sana. E in allenamento avevano la possibilità di dimostrare di poter giocare. Quando hanno giocato hanno fatto bene. E quando non hanno giocato hanno aiutato da fuori e hanno continuato a costruire lo spirito di squadra. Ed è una cosa che ci ha aiutato ad arrivare alla Champions League».

Anche lei ha la percezione che Calafiori possa fare davvero tutto, oggi anche bomber?
«Sì, può fare tutto perché è coraggioso e crede in sé stesso. È arrivato come un terzino, anche se a 5 avevano già giocato da terzo. Alla fine, possiamo cercare di proporre qualcosa ma è il giocatore che deve essere convinto di poter fare qualcosa. E da questo punto di vista io do devo frenare ogni tanto, non spingerlo. E questo è bello perché è molto più facile orientarlo a fare qualcosa».

Che caratteristica deve avere un giocatore moderno?
«Per me se un giocatore fa un ruolo solo deve essere un fenomeno, deve fare la differenza. Sennò con l’intelligenza calcistica deve essere capace di interpretare altri ruoli anche dentro la partita, di muoversi, di trovarsi posizioni che non sono sue ma deve sapere fare. Questo dimostra grande intelligenza calcistica e penso che alla fine può orientare e proporre, ma serve il coraggio di farlo».

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