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Calcio

100 Storie Rossoblù: 40 Diamanti, 39 Genovesi, 38 Tumburus

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Un viaggio lungo cento storie. Cento uomini, cento giocatori che hanno vestito la maglia del Bologna nella sua storia lunga oltre un secolo. Nato con l’idea di stilare una classifica dei più grandi rossoblù di sempre, questo progetto con il tempo ha virato verso un modo per raccontare in poche parole le storie di piccoli e grandi uomini. Tra loro c’è chi ha segnato un’epoca e chi invece è stato a malapena intravisto, tutti però hanno una storia da raccontare ed io ho pensato di raccoglierle qui, ogni lunedì, mercoledì e venerdì.  

PUNTATE PRECEDENTI:
– 100 (Bernacci), 99 (Womé), 98 (Dyego Coelho)
– 97 (Walsingham), 96 (Luciano), 95 (Meghni)
– 94 (Aaltonen), 93 (Vukas), 92 (Battisodo)
– 91 (Rubio), 90 (Macina), 89 (Matosic)
– 88 (Chiorri), 87 (Bellucci), 86 (Sarosi)
– 85 (Colomba), 84 (Bellugi), 83 (Turkylmaz)
– 82 (Antonioli), 81 (Binotto), 80 (Liguori)
– 79 (Jensen), 78 (Pilmark), 77 (Zagorakis)
– 76 (Kolyvanov), 75 (Gilardino), 74 (Demarco)
– 73 (Seghini), 72 (Marronaro), 71 (Rauch)
– 70 (Marazzina), 69 (Arnstein), 68 (Detari)
– 67 (Cusin), 66 (Eneas), 65 (De Ponti)
– 64 (Paris), 63 (Giordani), 62 (Fontolan)
– 61 (Cruz), 60 (Muzzioli), 59 (Pagotto)
– 58 (Maschio), 57 (Mayer), 56 (Perin) 
– 55 (Chiodi), 54 (Negri), 53 (Kone)
– 52 (Cappello IV), 51 (Maini), 50 (Capra)
– 49 (Bernabeu), 48 (Mancini), 47 (De Marchi)
– 46 (Alberti II), 45 (Pavinato), 44 (Gradi)
– 43 (Fogli), 42 (Badini II), 41 (Cresci)

40 – Alessandro Diamanti
Talento precoce, si afferma nel calcio che conta relativamente in tarda età per via di un carattere ribelle e di una difficile collocazione tattica: mezzapunta, regista d’attacco, seconda punta, Diamanti ha un sinistro capace di tutto e che sfrutta alla grande soprattutto a Bologna, dove arriva dopo aver assaggiato la A con Livorno e Brescia e anche la Premier League inglese. Sotto le Due Torri arriva l’affermazione definitiva del suo grandissimo talento, nato a Prato e cresciuto nel Santa Lucia, squadra di quartiere presieduta da Paolo Rossi e dove si è formato anche Christian Vieri: prestazioni talmente convincenti da valergli la chiamata in Nazionale per gli Europei del 2012, dove è protagonista di alcune buone prove, cosa che si ripete anche nella Confederations Cup 2013. Intanto però il Bologna, di cui Diamanti è diventato capitano, è in caduta libera: il suo nuovo partner d’attacco, Rolando Bianchi, non si integra come il precedente – Gilardino – e l’allenatore Pioli viene allontanato. Con la squadra a un passo dalla B, viene ceduto a mercato invernale concluso in Cina: per questo sarà da molti considerato un traditore, pur se la sua cessione poco toglie ad una squadra ben poco attrezzata per rimanere in A e l’offerta del Guanghzou è di quelle irrinunciabili sia per lui che per il Bologna. Si chiude così, malamente, la storia con la squadra che senz’altro più ha significato nella carriera di questo enorme e spesso incompreso talento.

39 – Pietro Genovesi
Mediano di corsa e di sostanza, fa parte del primo grande Bologna ed è protagonista degli Scudetti del 1925 e del 1929. Arrivato a 17 anni, lascia il calcio a 31, dopo la bellezza di 14 stagioni tutte in maglia rossoblù, dove colleziona 250 presenze condite da 35 reti. Bronzo olimpico ad Amsterdam nel 1928, fa parte anche dell’Italia che vince la Coppa Internazionale nel 1930, collezionando in tutto 10 presenze con gli Azzurri. Una volta ritirato allena il Bologna in due occasioni distinte, con in mezzo un’esperienza al Molinella nell’unica stagione di questa compagine bolognese tra i professionisti. Uno dei tanti giocatori “bolognesi e tifosi del Bologna”, le sue tante partite in rossoblù in un calcio che prevedeva molte meno gare di oggi la dice lunga sull’importanza che abbia avuto nella squadra.

38 – Paride Tumburus
Difensore valido anche come centrocampista, arriva ventenne al Bologna e ne diventa in breve un punto fermo nella retroguardia. Trova giovanissimo anche la Nazionale, con cui partecipa agli sfortunati Mondiali del ’62, esce presto dal giro azzurro ma da titolare con il Bologna conquista lo Scudetto del ’64. In tutto rimane sotto le Due Torri nove stagioni, collezionando oltre 200 presenze. Passa quindi al Lanerossi Vicenza, contribuendo a salvarlo con ben 6 reti, lui che nei nove anni in rossoblù di gol ne aveva marcati appena 4. La stagione successiva scende in campo appena una volta, poi è ceduto in comproprietà al Rovereto in Serie C. Quando a fine stagione si tratta di decidere il suo futuro, il Vicenza offre 175 lire ed il Rovereto appena 25 lire. Un quotidiano, all’epoca, ne costa 50. È un episodio umiliante, che segna la fine della carriera di un ottimo difensore ingiustamente sottovalutato.

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