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Serie A, lo scudetto viaggia direzione Milano interista. Dietro tanta indecisione tra lotta europea e lotta salvezza

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Fonte immagine: Inter.it


Il campionato di Serie A ha abbondantemente superato la metà del suo percorso, giunti alla giornata numero 25 con 6 squadre che devono recuperare una gara è già tempo di tirare le somme, almeno per alcune situazioni di classifica abbastanza chiare. Situazioni che difficilmente potrebbero cambiare o modificare le ambizioni del Bologna da qui alla fine del torneo, ma che certamente hanno contribuito a far emergere tutto il valore della squadra rossoblù.

Inter e Napoli, i migliori e i peggiori

La testa della classifica è ormai una questione tra l’Inter e la sua stessa ombra. Proprio quando sembrava che il duello tra i nerazzurri e la Juventus dovesse “incendiare” il campionato fino al termine della stagione, la Juventus è crollata. Senza entrare nei meandri della crisi dei bianconeri, basta dire che l’Inter dall’inizio del 2024 non ha ancora perso. Tra campionato e Supercoppa, la squadra di Inzaghi ha fatto percorso netto, mantenendo un percorso insostenibile per chiunque. Così come aveva fatto il Napoli lo scorso anno, guidato da Luciano Spalletti, e sotto la direzione sportiva di Cristiano Giuntoli. Un duo che, al termine dell’annata del terzo scudetto, ha salutato Napoli e ha intrapreso altri percorsi professionali. Il club azzurro, con Aurelio De Laurentiis praticamente plenipotenziario, ha inanellato una serie di errori che la stanno portando a fare la “peggior stagione di difesa del titolo” che la Serie A abbia mai visto. Con soli 36 punti in 24 giornate, 3 allenatori (l’ultimo, Francesco Calzona subentrato a Walter Mazzarri nelle scorse, stasera esordirà nell’andata degli ottavi di Champions), il Napoli sta facendo registrare diversi record negativi per una società campione in carica.

Equilibri labili per la zona europea

Nelle ultime settimane il Bologna è risalito davanti al trenino europeo, unendosi all’Atalanta al 4° posto. Dietro i rossoblù, oltre al già citato e disastroso Napoli, ci sono anche Roma, Lazio e Fiorentina. Roma e Fiorentina soffrono di una situazione che si può definire stagnante in queste stagioni. Giallorossi e viola galleggiano alle soglie dell’Europa che conta, qualificandosi nelle competizioni europee minori, ma senza riuscire a fare quel passo in avanti agognato. La colpa, perlopiù, è degli investimenti sbagliati di questi anni e forse di qualche scelta legata ai nomi più che al beneficio tecnico. Sembra questo il caso di José Mourinho e Daniele De Rossi, tecnici che si sono alternati sulla panchina giallorossa, ma che stanno proponendo due modi di giocare a calcio opposti e per ora non solo l’estetica, ma anche il rendimento sembrano premiare l’italiano.

Male, invece, Maurizio Sarri e la sua Lazio, da cui ci si aspettava almeno una conferma di quanto di buono fatto col 2° posto di un anno fa. Invece sta progressivamente perdendo terreno dalle prime quattro posizioni. Arrivare in Champions League non può diventare un problema, ma deve essere un’occasione di crescita. Per le squadre Sarri, però, non riuscire a lavorare durante la settimana con continuità sta diventando sempre più un problema.

Neopromosse sugli scudi, e un posto in Serie B quasi assegnato

Nelle retrovie la bagarre è aperta. Di questa gara per la salvezza non fa però parte il Genoa di Alberto Gilardino. Con una squadra di buon livello, il tecnico ex bomber del Bologna sta confermandosi un buon allenatore. Il Grifone non è probabilmente la squadra più spettacolare del campionato, ma gioca un calcio efficace e sta facendo crescere diverse individualità importanti: primo fra tutti Albert Gudmundsson, ma anche Morten Frendrup. Dieto il Genoa, che ha creato un piccolo buco di sei lunghezze tra sé e il gruppone di chi lotterà fino alla fine per non retrocedere, sono tutte in piena lotta. Tranne, forse, la Salernitana. Dopo il ritorno in sella di Walter Sabatini e un mercato all’insegna della ricerca dell’esperienza con Boateng (Jerome, il difensore) e Manolas ingaggiati a zero per rinforzare la difesa, è stato allontanato anche Pippo Inzaghi per prendere però Fabio Liverani. Non la più felice delle scelte per chi a quota 16 punti, giace sul fondo della graduatoria. Difficile immaginare che da qui alla fine della stagione, i granata possano riemergere sotto la guida dell’ex regista di Lazio e Palermo. Menzione speciale in questo gruppo di squadre, che comprende l’ex virtuosissimo Sassuolo, va fatta per Lecce e Frosinone che con pochi soldi e tante idee conducono il trenino.

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