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WEC | 24 Ore Le Mans, Cannizzo: «Lo sviluppo della vettura? Useremo i Joker in modo sinergico»
«Qualcuno si è coperto in maniera forse inutile, perché tanto i dati a disposizione sono sufficienti per tutti. Noi sappiamo che le nostre prestazioni in alcune circostanze non sono al livello dei primi. L’analisi dei tempi racconta tutto in modo evidente»
da Le Mans – L’edizione 2026 della 24 Ore di Le Mans quest’anno si preannuncia più infuocata che mai. Ferdinando Cannizzo ha raccontanto ai media, presenti alla conferenza stampa di oggi, le sensazioni, le ambizioni e alcune scelte tecniche, alla vigilia dell’evento di punta del calendario del FIA WEC.
La cultura del progetto integrato
Cannizzo ha spiegato la complessa strategia legata all’introduzione dei gettoni di sviluppo: i celebri Joker. L’ingegnere ha voluto tracciare una linea netta tra il modus operandi di Maranello e quello di altri Costruttori. «Non abbiamo disegnato un telaio, poi aggiunto un motore e infine coperto il tutto con il bodywork. Noi abbiamo pensato tutto sempre in maniera molto sinergica e così è stato fatto con i Joker» .
La scelta di deliberare un pacchetto completamente integrato nasce dalla profonda conoscenza della vettura accumulata in questi anni.
La Ferrari #50 a Le Mans (© FIA WEC / DPPI)
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La sfida tecnica sul circuito francese sarà fortemente condizionata dall’introduzione dei nuovi pneumatici francesi, che hanno modificato i parametri di warm-up della vettura. «Questo nuovo range di pneumatici ha sicuramente migliorato l’aspetto del riscaldamento, ma non ha risolto completamente la situazione. Le gomme partono fredde e vanno sempre curate nel modo giusto prima di poter spingere fino in fondo» ha avvertito Cannizzo.
La forte escursione termica prevista tra il giorno e la notte obbligherà le squadre a utilizzare tutte e tre le mescole disponibili, rendendo cruciale la lettura dei dati in tempo reale.
Ferrari #51 in azione a Le Mans (© FIA WEC / DPPI)
Cannizzo ha poi analizzato i riscontri dei test, scoprendo le manovre e le strategie di pre-gara di alcuni competitor che hanno deliberatamente nascosto le loro prestazioni massime.
«Qualcuno si è coperto in maniera forse inutile, perché tanto i dati a disposizione sono sufficienti per tutti. Noi sappiamo che le nostre prestazioni in alcune circostanze non sono al livello dei primi. L’analisi dei tempi racconta tutto in modo evidente» ha confessato. Maranello non partirà con i favori del pronostico, ma lo status di sfidante esalta lo spirito di corpo della scuderia.
Per colmare il divario velocistico nei lunghi rettilinei francesi, il muretto della rossa è pronto a varare piani strategici decisamente aggressivi e votati al rischio.
«Dovremo essere più coraggiosi e provare a cambiare le carte in tavola per sorprendere gli avversari. Spesso in una gara di ventiquattro ore non vince la vettura sulla carta super veloce, ma la squadra che unisce le forze e interpreta ogni singolo imprevisto nel modo migliore» ha concluso il responsabile di Maranello, che lancia la sfida per un altro appuntamento con la storia.
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