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Dal battesimo di Calafiori al grande ritiro: Ilić è qui per restare

Al terzo ritiro in rossoblu il serbo è riuscito a prendersi un posto da protagonista

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Joey Saputo in Bologna-Celtic 2-2 (©Damiano Fiorentini)
Joey Saputo in Bologna-Celtic 2-2 (©Damiano Fiorentini)

Tra i vincitori assoluti delle due settimane a Valles spicca il nome di Mihajlo Ilić. Il giovane centrale serbo, giunto al suo terzo ritiro in maglia rossoblu, sembra ormai degno di una chance anche durante la stagione e, finalmente, si inizia a notare ciò che anche Calafiori aveva visto in lui. Perché in pochi se lo ricorderanno, ma era stato proprio l’ex Roma e Basilea a battezzare il difensore classe 2003.

Il battesimo di Calafiori 

Pochi mesi dopo il suo arrivo, Mihajlo non aveva ancora esordito in una gara ufficiale con la maglia del Bologna. Ad infuocare la curiosità generale ci aveva pensato Calafiori quando, a giorni dalla qualificazione in Champions, ne parlava come di un talento cristallino. Il romano era rimasto impressionato dalla qualità del classe 2003 e si era detto certo che avrebbe avuto una chance. Eppure, due anni dopo, lo abbiamo visto soltanto a Valles. Mai al Dall’Ara, mai in Serie A e mai in Coppa Italia.

Riccardo Calafiori (© Damiano Fiorentini)

Riccardo Calafiori esulta allo Stadio Renato Dall’Ara per una rete rossoblu(© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Due prestiti dopo

Non tutti i talenti sono pronti per qualsiasi circostanza. E Ilić è la perfetta dimostrazione di questo concetto visto che, tra infortuni e difficoltà di adattamento, non ha ancora avuto una vera chance, ritiri a parte, per diventare a tutti gli effetti un giocatore importante nell’economia dei felsinei. Due prestiti dopo, però, qualcosa potrebbe essere cambiato. E, dopo un paio di infortuni, il suo talento si è visto anche nel campionato belga, sponda Anderlecht.

Ora, a Valles ha fatto subito capire chi è, a partire dalle due prestazioni di personalità ai danni di Bielefeld ed Heidenheim. Contro l’Iraklis ha avuto addirittura la possibilità di giocare più di un’ora, sintomo di grande fiducia e che la strada intrapresa è quella giusta. Ci sono Heggem, Helland e poi arriverà il sostituto di Lucumì in caso di partenza, ma il messaggio è chiaro: Mihajlo è qui per restare.

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