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Milano-Sanremo: trionfa Van der Poel, nel nome del nonno

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Walter Panero


“Duecentocinquanta metri e parte!” dice Davide Cassani, ex corridore, ex commentatore, ex Ct della Nazionale, insomma ex tutto.

E infatti, esattamente dopo 250 metri, lui parte secco. Lui è Tadej Pogačar, già vincitore di due Tour de France, grande favorito della Classicissima di oggi, dove per classicisima si intende la Milano-Sanremo. Pogačar parte 

 sul Poggio, quando mancano circa 5,5 chilometri all’arrivo, sembra fare il vuoto come da pronostico ma…ma Filippo “Top” Ganna è il primo a non essere d’accordo e gli si porta sotto. E dietro di lui ecco il Fiammingo Wout Van Aert, già vincitore da queste parti nell’edizione agostana targata Covid del 2020, e l’olandese Mathieu van der Poel, nipote di quel Raymond Poulidor che vinse proprio qui in Via Roma nel 1961. Vanno via in quattro. Sarà sprint? si chiedono a questo punto i suiveurs. E invece no, c’è qualcuno che non è d’accordo con questa soluzione. Di nome fa Mathieu, di cognome fa Van de Poel, ed è figlio e nipote d’arte. Quando mancano poche centinaia di metri alla cima del Poggio, circa quattro all’arrivo, Mathieu scatta: uno scatto secco, di quelli che non perdonano. Passa solo in cima al Poggio, gli altri inseguono come una muta di cani affamati. 

Pochi secondi. Saranno sufficienti per Mathieu, o rientreranno i cani? si chiedono tutti. Mathieu intanto dipinge i tornanti della discesa del Poggio. Gli altri dietro si guardano. Il vantaggio aumenta. Ed è già Sanremo. Ed è già la “Flamme Rouge” dell’ultimo chilometro. E sono i cinquecento, Duecento metri. Ed è il trionfo solitario. Grande. Bello. Bellissimo. 

In nome suo. 

In nome del nonno.

E un po’ anche in nome di noi che amiamo questo sport e questa corsa meravigliosi.

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