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Fortitudo-Cremona G3: le pagelle

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Foto di Valentino Orsini/Fortitudo Pallacanestro


Una battaglia infinita anche quando pare giungere al termine. Merito della Fortitudo che ci crede fino alle fine e anche oltre, perché di salutare la stagione proprio non ne vuole sapere. Parziali che rimpallano il pallino della gara: Cremona ferisce da lontano mentre Bologna preferisce il gioco al ferro poi la lucidità fa la differenza all’overtime, comunque incerto per tutta la sua durata e sbrigliato negli ultimissimi secondi (93-92). Le pagelle ai biancoblu: 

– Adrian Banks (19 pt/3 rim/3 ass) 7: serve un quarto e mezzo per carburare ma quando trova il ritmo, è il Banks che tutti conoscono. Fa girare gli altri ma l’importanza dell’incontro richiede anche un contributo diretto, prontamente arrivato nel secondo tempo che coincide, non casualmente, con il break biancoblu. 

– Pietro Aradori (12 pt/5 rim/3 ass) 6,5: Alti e bassi, on fire e scomparse. Quando l’americano esce per falli, ritorna in auge contribuendo a svoltare l’inerzia.

– Simone Barbante (5 pt/1 rim/0 ass) 5,5: con un Candussi sugli scudi e che non fa falli di troppo, lui si eclissa facilmente, giocando anche poco ma mettendo il proprio mattoncino offensivo. 

– Alessandro Panni (4 pt/2 rim/2 ass) 6: quattro quarti di fatica riuscendo a spalleggiare pochissimo i compagni. Poi si accende al supplementare risultando fondamentale. Un dilemma: il libero sbagliato a favorire il rimbalzo del pareggio di Cucci era voluto?

– Miha Vasl (0 pt/1 rim/0 ass) 4,5: resta l’oggetto misterioso della squadra. 7 minuti per far rifiatare le guardie titolari e nulla di più con 0 tiri presi. In questo momento è in fondo alle gerarchie dello staff biancoblu. 

– Francesco Candussi (27 pt/8 rim/4 ass) 8: si decide che davanti la palla va data a lui per concludere. Scelta giusta perché nessuno riesce a limitarlo fisicamente. I numeri lo dimostrano. 

– Matteo Fantinelli (16 pt/3 rim/5 ass) 8: il capitano che ti aspetti. Quando bisogna salire in cattedra non si tira indietro mettendosi in proprio. Non a caso il canestro del successo porta la sua firma.

– Saliou Niang (0 pt/0 rim/2 ass) 6: forzato in campo a causa dei falli altrui, si applica al massimo in copertura in una fase concitata del match andando anche a referto con due assist oltre a una palla persa, brutta da vedere ma tutto sommato perdonabile. 

– Nazzareno Italiano (0 pt/1 rim/0 ass) 5: montagne russe di prestazioni. Questa è la volta del passaggio a vuoto e si capisce subito, quando già in avvio commette 3 falli uscendo dal ritmo gara ancor prima di entrarci.

– Valerio Cucci (10 pt/10 rim/2 ass) 7,5: i rimbalzi erano stati il punto debole di gara 2 ma sono il fiore all’occhiello della sua prestazione al Paladozza. Doppia doppia di grinta, forza e guizzi, tra cui il salto sul tiro libero sbagliato da Panni che vale il pareggio e quindi l’overtime e la vittoria. Se la stagione della Effe si allunga, il primo merito va a lui.  

– Coach Matteo Angori 7: aveva intuito il successo già dopo la fine delle sfide al PalaRadi. Tiene sul pezzo la squadra quando era facilissimo capitolare e strappa la vittoria che riapre la serie. 

– Fortitudo 7,5: vincere di un punto significa equivalersi se non per un episodio. Ribaltare invece una sfida praticamente chiusa a 30” dalla sirena significa crederci oltre misura e reagire anche senza Banks in campo. Brava a farsi galvanizzare dall’ambiente e al tempo stesso a rimanere lucida all’apice senza cedere alla tensione del momento. Cosa può succedere adesso? Letteralmente, qualsiasi cosa. 

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