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Virtus Femminile – Tutto il resto è noia

La Virtus femminile raccoglie una bella vittoria a Sesto San Giovanni. La sfida con Campobasso chiuderà la stagione regolare

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Alessandra Orsili
Alessandra Orsili, play della Segafredo (©FIBA)

Tutto il resto è noia, tutto il resto sono chiacchere. La Virtus zittisce ancora una volta i detrattori e mette per l’ennesima volta davanti alla realtà tutti gli appassionati del settore: la Segafredo c’è. Anzi, non solo c’è, ma ci fa anche, tantissimo. A Sesto San Giovanni c’erano i presupposti giusti, come sottolineato da Vincent nel prepartita, ma in pochi si sarebbero aspettati una sterzata tanto netta contro la quarta forza del campionato.

Preziosa vittoria delle virtussine a Sesto San Giovanni

Il Geas, infatti, è noto per le proprie doti da guastafeste, da outsider, in gradi di mandare in pappa gli schemi anche delle squadre più quotate. Ne aveva fatto le spese Schio, sconfitto nel match di ritorno 75-70, e lo sa bene Campobasso, che lotta con le lombarde per la quarta piazza. La Segafredo, invece, ha saputo leggere alla perfezione la partita, peccando talvolta sotto al ferro (ma sono da elogiare principalmente le lunghe avversarie) ma leggendo a meraviglia le intenzioni della parte ostile. Insomma, serviva una grande Virtus, e una grande Virtus si è vista.

Nota alla gara: per gran parte dell’incontro c’è stata una grande “assente”, Zandalasini. Anzi, giocatrice della Segafredo uscita dal campo con il plus-minus peggiore (-4). Ecco, niente di più sbagliato rispetto a quanto visto sul parquet: la Zanda serve palloni, corre, si sbatte, e se c’è qualcuno da menzionare in particolare per la grinta e per la capacità di tappare i buchi quando serve, quella è proprio lei. In netta ripresa Rupert, apparentemente persa per strada nella fase critica di Eurolega. La lunga francese sta offendo al suo pubblico basket di qualità, fisico ma ragionato. Ancora bene Peters, solido pilastro bianconero, e ennesima prova da tuttofare (punti e assist) di Pasa.
Anche chi gioca meno trova spazio e meriti. Come sottolineato da Vincent nell’intervista post gara, le prove di Orsili, Del Pero e Barberis sono state ampiamente sufficienti. L’ex di turno, soprattutto, ha mostrato grinta da vendere in difesa, spezzando il ritmo delle rossonere. La panchina, finalmente, gira bene. Adesso bisogna però alzare l’asticella.

Ora Campobasso, poi i playoffs. Importante per la Virtus non sbagliare contro le molisane

Manca solo una giornata alla fine della stagione regolare. Con Schio all’inseguimento di Venezia e con una partita in meno, la vetta appare inaccessibile alla Virtus. Per certificarlo, però, servirà che entrambe le prime della classe escano vincenti dagli scontri finali. Schio a Milano, Venezia a Roma. Non che si tratti di una missione impossibile per le due formazioni, ma mai dire mai.

La Virtus, dal canto suo, deve restare con i piedi per terra, ma con lo sguardo verso l’alto. Chiudere il campionato da terze vorrebbe dire sostanzialmente “anticipare” una finale in semifinale contro chi chiuderà al primo posto. Parrebbe quasi, a questo punto, più conveniente arrivare secondi. In un’estenuante lotta a tre, dove tutte le squadre hanno vinto e perso una partita a testa, una sarà out a un passo dalla finale.

Intanto, però, le Vu nere devono concentrarsi sulla prossima partita. E che partita! Campobasso è tutt’altro che una squadra impreparata. Con la sconfitta di Sesto (e vincendo di 21 sul campo di San Martino) le molisane si sono portate al quarto posto. La Virtus era riuscita a compiere un piccolo miracolo vincendo al Palaselvapiana nell’anticipo della 13^giornata. Priva di Zandalasini, Pasa e Rupert, le bianconere avevano fatto leva sul duo a stelle e strisce, affiancato da Rupert. Campobasso non ha intenzione di perdere la propria posizione, inseguita a lungo, e la Virtus di cedere il passo a Venezia e Schio. Sabato sera alla Segafredo Arena, dunque, andrà di certo in scena un match sicuramente divertente ed equilibrato che definirà la classifica regolare.

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