Seguici su

Bologna FCEuropa League

Maccabi-Bologna 0-3, Bernardeschi: «Vittoria della svolta. Orsolini? Il rigorista è lui»

Il numero 10 a Sky Sport: «Dispiace per gli ottavi mancati, ma siamo fieri. Ora basta montagne russe». Poi il siparietto con Orsolini sul mancino e i rigori.

Pubblicato

il

Federico Bernardeschi in Maccabi Tel Aviv - Bologna
Federico Bernardeschi in Maccabi Tel Aviv - Bologna (© Bologna FC 1909)

Nella serata fredda e quasi surreale del campo neutro di Backa Topola, il Bologna ha onorato l’impegno europeo liquidando il Maccabi Tel Aviv con un secco 3-0. A fine gara, ai microfoni di Sky Sport, è intervenuto uno dei leader tecnici e carismatici del gruppo: le parole di Federico Bernardeschi dopo Maccabi Tel Aviv – Bologna analizzano con lucidità il momento della squadra, tra la soddisfazione per la prestazione e la consapevolezza di aver raccolto meno di quanto seminato nel girone.

Bernardeschi tra orgoglio e rammarico dopo Maccabi-Bologna: «Ci siamo complicati la vita»

Le firme di Rowe, Orsolini e Pobega hanno regalato a Vincenzo Italiano tre punti che fanno morale e statistica, ma che lasciano un retrogusto agrodolce in bocca.

Sì, perché le notizie che arrivano dagli altri campi hanno trasformato la serata in una mezza beffa: il pareggio della Roma contro il Panathinaikos e la vittoria del Genk impediscono ai rossoblù di scalare ulteriormente la classifica. Il verdetto è scritto: saranno spareggi di Europa League. L’attenzione si sposta ora sull’urna di Nyon, dove domani alle 13 verranno decretati gli accoppiamenti per la fase a eliminazione diretta.

Il decimo posto finale garantisce il fattore campo al ritorno dei playoff, ma non cancella il pensiero di quell’ottavo di finale diretto sfumato per poco. Bernardeschi non si nasconde: «Dispiace perché visto il percorso che abbiamo fatto, secondo me è stato un gran percorso.

Ovviamente sappiamo che due partite potevamo farle meglio, ci siamo un po’ complicati la vita da soli e questo ci deve far pensare da qui in avanti. Però nonostante tutto è stato raggiunto un grandissimo traguardo e dobbiamo essere fieri».

Sulla partita in sé, giocata in uno stadio vuoto, il giocatore toscano ha sottolineato l’atteggiamento mentale: «Si torna a casa consapevoli dopo una grande partita. Anche se loro non avevano nulla da giocarsi, non ci hanno regalato niente. Noi siamo stati bravi perché li abbiamo schiacciati, li abbiamo messi lì. Se nel primo tempo fossimo stati sul 6-0, non ci sarebbe stato nulla da ridire. Volevamo sbloccarla e ci siamo riusciti».

Bernardeschi leader: «Basta montagne russe, questa è la svolta»

Stimolato da Beppe Bergomi sulla necessità di trovare continuità e identità, Bernardeschi ha offerto una disamina da vero leader dello spogliatoio, indicando la vittoria in Serbia come un possibile “click” mentale per il prosieguo della stagione:
«Sono pienamente d’accordo, questa sera era importante proprio per questo. Visto il periodo, ci voleva una vittoria così: di squadra, di carattere, senza prendere gol e senza commettere errori.

Lo stadio vuoto ha anche aiutato perché si è sentito il coinvolgimento della panchina, il parlarsi, l’aiutarsi: queste cose fanno la differenza».

Poi l’avviso in vista dei prossimi impegni: «Abbiamo fatto un po’ di montagne russe in questo periodo, ma questa partita deve essere il punto di svolta per uscire da questo momento. Siamo una grandissima squadra con grandi valori umani. Ora approcciamo la prossima gara in casa con la mentalità giusta, da gruppo vero».

La foto di squadra dopo la vittoria sul Maccabi

La foto di squadra dopo la vittoria sul Maccabi (© Bologna FC 1909)

Il siparietto con Orsolini: «Chi ha il mancino migliore?»

Il clima disteso del post-partita ha regalato anche un momento di show tra Bernardeschi e Riccardo Orsolini, stuzzicati dallo studio da Marco Bucciantini su chi dei due possieda il sinistro migliore. Alla domanda secca, Bernardeschi ha sorriso: «Non penso ci sia discussione su questo».

Immediata la replica “da vittima” di Orsolini: «Guarda, queste cose le lascio vincere tranquillamente, non ho problemi. Tanto io parto sempre da dietro in qualsiasi gerarchia, sto sempre un pizzichino dietro in tutto…».

A quel punto Bernardeschi ha chiuso il siparietto ristabilendo l’ordine delle corse (e i meriti) del compagno: «Ma che stai a dì? Il rigorista sei tu nella gerarchia!». E Orsolini, ridendo: «Eh hai capito? Son dieci anni che sto qua!». Un’intesa ritrovata in campo e fuori, fondamentale per affrontare il tour de force che attende il Bologna.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *