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Bologna, cento giorni per rinascere

Cento giorni per salvare la stagione e il futuro: con l’Europa League appesa a un filo e il fantasma del tredicesimo posto in campionato, i rossoblù sono chiamati a ritrovare quel “calcio totale” che fino a dicembre sembrava imbattibile

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Vincenzo Italiano portato in trionfo dai giocatori del Bologna (© Bologna FC 1909)
Vincenzo Italiano portato in trionfo dai giocatori del Bologna (© Bologna FC 1909)

Game over in Coppa Italia, ultima chance da dentro o fuori in Europa League e cento giorni per capire quale forma prenderà il Bologna. Eppure, c’era un tempo in cui Vincenzo Italiano trasformava in oro tutto quel che toccava.

Il periodo d’oro di Vincenzo Italiano e del suo Bologna

Servono più gol dagli esterni? Miglior stagione di Orsolini e Ndoye in termini realizzativi. Non c’è un trequartista in rosa? Jens Odgaard diventa la rivelazione dell’anno. Il Bologna non vince un trofeo da più di mezzo secolo? Ecco la sera dei miracoli. E dire che fino a dicembre Italiano le azzeccava tutte: l’ultima il capolavoro di Vigo, figlio di un calcio totale e totalizzante, in cui la regola dei moschettieri vigeva sovrana. Tutti per uno, uno per tutti. Poi una crepa. Profonda.

Vincenzo Italiano durante Bologna-Como (1-0)

Vincenzo Italiano durante Bologna-Como (1-0) (© Damiano Fiorentini X 1000cuorirossoblù)

Il joystick di Vincenzo Italiano sembra non leggere più i comandi. Sarà forse colpa delle pile? Da quale serbatoio di energia attingerà adesso per avere risorse sufficienti per eliminare il Brann i Europa League e tenere viva l’unica gioia che ancora spinge i tifosi rossoblù allo stadio? Anche perché, l’unico modo per giocare le coppe per il terzo anno di fila è vincerla.

Che Italiano possa giocarsi le coppe europee col Bologna per il terzo anno consecutivo è un’ipotesi remota. In realtà, è già un’ipotesi che Italiano possa guidare il Bologna per il terzo anno consecutivo. Chissà che Antonio De Laurentiis, da sempre grande estimatore del tecnico, non possa affondare il colpo a fine stagione. Ma queste sono solo ipotesi, in teoria.

Bologna, ora o mai più

Tornando al campo, le uniche certezze sono le prossime due sfide contro Torino e Udinese, oggi rivali del Bologna nella terra di mezzo della Serie A. Un anno fa, il quadro era ben diverso: a questo punto del campionato, i rossoblù si piazzavano sesti e sarebbero arrivati ad occupare la quarta posizione solo tre giornate dopo. Oggi, dal basso della decima posizione, serve scendere in campo all’Olimpico Grande di Torino e vincere perché attenzione, il tredicesimo posto è dietro l’angolo.

(Fonte: Massimo Vitali, Il Resto del Carlino)

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