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Bologna, Fenucci: «Dallinga? Deve ritrovare fiducia. Non siamo vicini ai rinnovi di Orsolini e Lucumí»
Dal commento sulla classe arbitrale alla situazione rinnovi: le dichiarazione rilasciate dall’amministratore delegato rossoblù in conferenza stampa
A margine della conferenza stampa di presentazione di Simon Sohm ed Eivind Helland, ha preso la parola anche l’Amministratore Delegato del Bologna, Claudio Fenucci. Quest’ultimo si è espresso sul momento negativo che sta vivendo il club, tra risultati e il rendimento al di sotto delle aspettative di alcuni acquisti.
Di seguito, ecco le dichiarazioni rilasciate da Claudio Fenucci in conferenza stampa.
Bologna, la conferenza stampa di Fenucci
Il commento sull’espulsione di Pobega contro il Parma e sul VAR
«Se fotografiamo l’episodio c’è il momento del contatto, ma manca il requisito della pericolosità. Secondo me l’arbitro ha visto bene dal campo. Al di là degli episodi, come anche a Genova e Como, penso che il VAR sia uno strumento utilissimo. Tuttavia, avremmo dovuto evitare che si trasformasse in una moviola in campo. Oggi interviene su qualsiasi fattispecie della partita con notevoli rischi. Si stanno chiamando revisioni VAR sempre più frequenti e per casi dettagliati creando una giurisprudenza di episodi e portando gli arbitri a fischiare sempre di più. Questo tipo di utilizzo sta creando insoddisfazione in tutto l’ambiente. Si lamentano giocatori, allenatori e, soprattutto, i tifosi. Ormai penso che si proseguirà per il resto della stagione con queste linee guida, ma dalla prossima dovremmo riunirci per parlarne. Si potrebbe diminuire la pressione negli arbitri con un VAR a chiamata, come in Serie C. Dovremmo dialogare con gli arbitri perché sono parte integrante del gioco e si deve investire nella loro formazione. Serve una collaborazione tra club e settore arbitrale. Credo che il professionismo sia una strada che possa garantire agli arbitri di Serie A e B di prepararsi adeguatamente ed essere retribuiti nella maniera corretta».
Le cause del momento negativo del Bologna e la possibile soluzione
«Il continuo doppio impegno con l’Europa League e la Supercoppa può aver portato ad un calo di intensità fisica in alcune gare, poi si sono aggiunti gli infortuni. Ci sono stati molteplici fattori. I nostri punti di forza, però, non sono spariti. Siamo un gruppo straordinario guidato da un allenatore che non sta mollando e si sta adeguando alle difficoltà. Bisogna ritrovare l’umiltà che ci ha portato ai risultati degli ultimi due anni. Inoltre, allenarsi e mantenere l’attenzione costante ogni tre giorni ci aiuterà a migliorare le performance della squadra. Mercoledì ci giocheremo un traguardo storico per proseguire il viaggio in Coppa Italia, di cui siamo i detentori. Dobbiamo concentrarci su una gara alla volta. Sarebbe bello vincere per ricreare all’interno e all’esterno quel clima di entusiasmo che ci ha contraddistinti».
Sulle motivazione riguardo le ultime scelte di mercato
«Quello che abbiamo fatto ha motivazioni differenti. Per quanto riguarda gli attaccanti, era complesso gestire tre punte. Ciro è stato un professionista esemplare, un ragazzo d’oro, ma era meglio per entrambi separarsi. Per quanto riguarda Fabbian abbiamo deciso di optare per un giocatore che potesse ricoprire più ruoli, perché Sohm può giocare sia sulla trequarti sia in mediana. Inoltre le condizioni dell’obbligo di riscatto di Giovanni in caso di salvezza della Fiorentina ci consente di programmare il prossimo mercato estivo, che dovrà essere molto intelligente qualora non dovessimo partecipare alle Coppe. Per noi Fabbian è stato come un figlio, ma è un’operazione che andava fatta. Holm aveva il desiderio di giocare sempre e aveva manifestato insoddisfazione. Qui nessuno può avere il posto assicurato e quindi abbiamo deciso di ingaggiare un giocatore predisposto al normale turno».
Su Dallinga
«Il Dallinga visto in allenamento può fare molto di più in partita. Ha delle doti tecniche, ma deve ritrovare fiducia. Gli sta mancando solo il gol».
Sui rinnovi di Orsolini e Lucumí
«Stiamo incontrando gli agenti, ma non siamo vicini ai rinnovi di Orsolini e Lucumí. C’è volontà per molti di loro di restare, ma dipenderà dalla compatibilità economica tra richiesta dei giocatori e offerta del club. Negli ultimi 6 anni abbiamo avuto 4 miliardi di perdite, questo è un parametro che crea problemi. Abbiamo sempre reinvestito quello che abbiamo guadagnato dalle cessioni, o acquisendo nuovi giocatori oppure alzando il monte ingaggi».
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