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Bologna, chiudi la porta!

Il Bologna è passato da avere la terza miglior difesa del campionato a novembre a raggiungere oggi un totale di 30 gol subiti

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Juan Miranda (© Damiano Fiorentini)
Juan Miranda (© Damiano Fiorentini)

Nel tunnel in cui si trova il Bologna il reparto più in crisi è la difesa, il dato più preoccupante il numero di gol subiti. E pensare che fino a novembre quello rossoblù era uno dei migliori reparti difensivi nel massimo campionato italiano. Poi in 68 giorni si è mandato tutto all’aria.

Bologna: troppi gol subiti. I dati

La vittoria contro l’Udinese del 22 novembre fa da data spartiacque: c’è una difesa del Bologna prima e una dopo questa partita. Quella prima è la terza migliore della Serie A: dopo dodici giornate, 8 i gol subiti. Poi si è cambiata, purtroppo, strada.

Da allora in avanti, contando tutte le competizioni, un solo cleen sheet in 18 gare ufficiali. Rete inviolata solo contro il Maccabi Tel Aviv (finita 0-3 per il Bologna), ma anche in quell’occasione la difesa ha corso un paio di rischi.

Per il resto, 68 giorni di gol subiti: dal 4-1 contro il Salisburgo in Europa League, allo 0-3 nell’ultima di campionato contro il Milan al Dall’Ara. E speriamo che questa striscia non si allunghi. In Serie A oggi il Bologna conta un totale di 30 gol subiti, scivolando al decimo posto in classifica.

Bologna-Inter 1-0, il commento di Jhon Lucumí (© Damiano Fiorentini)

Jhon Lucumí, perno della difesa del Bologna (© Damiano Fiorentini)

Il crollo della difesa

Una difesa, quella del Bologna, che conta questo numero di gol subiti, ha più di un problema. Ma le colpe sono da dividere anche con gli altri reparti che non coprono e non filtrano come dovrebbero. E certamente anche con un sistema tattico che non sta funzionando più per questa squadra come a inizio campionato.

L’intero reparto difensivo è sembrato poco solido, in più sono da considerare gli errori dei singoli. A partire dal portiere. Skorupski è quello che ha giocato meno ma che nelle due partite contro Celtic e Genoa sembra avere più colpe di tutti. Ravaglia chiamato a sostituirlo prima per l’infortunio poi per l’espulsione, fa quello che può. Così come Heggem davanti a lui. Costretto agli straordinari il norvegese non riesce più a dare il massimo per la fatica di aver giocato praticamente tutte le partite negli scorsi tre mesi.

Casale e Vitik hanno i loro limiti tecnici, Helland ha bisogno di ambientarsi, in più Lucumì è stato fermato da un infortunio. Il colombiano rientrerà dopo circa un mese di stop per il derby contro il Parma, sperando che possa portare nuova linfa vitale al reparto difensivo. E sperando che la porta del Bologna torni a chiudersi.

Fonte: Massimo Vitali, Resto del Carlino

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