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Bologna, una marcia in più per l’Europa League: lo dicono anche i dati

Il Bologna va di più in Europa? Si, ed è “necessario”: il ritmo della partita è diverso, come gli avversari, e se vuoi avere più speranze di vittoria…devi correre

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Jonathan Rowe (© Damiano Fiorentini)
Jonathan Rowe (© Damiano Fiorentini)

Negli occhi dei tifosi Rossoblù è ancora ben nitida l’immagine dell’ultima partita di Europa League, Roma-Bologna. Vuoi, ovviamente, per il risultato finale. Ma vuoi anche per esser stata una partita ad alta intensità, una partita che si vede nelle competizioni europee, una partita che ha “trasformato” lo scontro tra due squadre italiane. Lo dimostrano i dati di corsa, quelli che per i Rossoblù nel 2026 sorridono quasi solo nella competizione europea: il Bologna, anche su questo, ha scelto di concentrarsi sull’Europa League.

Il Bologna va più forte in Europa

Marco Vigarani sull’edizione odierna del Corriere di Bologna ha riportato dai dati più che interessanti sugli ultimi mesi dei Rossoblù in relazione ai km percorsi rispetto all’avversario. Balza all’occhio immediatamente come i Rossoblù abbiamo sovrastato l’ultima volta il Maccabi Tel-Aviv, a fine gennaio, per poi non “battere” in questo senso più nessun avversario, tra Serie A ed Europa League. Non è necessariamente un male, questo, ma anche per questo motivo il Bologna ha ricercato più equilibrio nel proprio modulo.

Quando i Rossoblù hanno alzato l’asticella a livello fisico? Sempre in Europa League, proprio nel doppio confronto d’Europa League. Se contro il Brann i norvegesi, probabilmente anche più “freschi” di condizione visto l’assenza del campionato, hanno superato i Rossoblù per km percorsi, la sfida contro i giallorossi invece è sempre stata in partità: 107 km a testa a Bologna, 148 a Roma. Cosa significa? Che quando si alza il livello, se vuoi avere più chances devi andare più forte del solito, e allora ecco anche i risultati. Un caso che accada in Europa? Non proprio.

In Serie A è tutta un’altra storia

Al di là dei dati riportati, e di quelli che potremmo riportare, come quelli dei match contro Torino, Cremonese, Lazio, la questione che fa da padrona è il ritmo, ma soprattutto la motivazione legato a questo. Nella competizione da “partita secca”, vedi Roma-Bologna post 1-1 dell’andata, è quasi necessario andare di più – o tanto quanto – il tuo avversario. E non è, appunto, un caso che i dati dei Rossoblù si alzino proprio in Europa League, rispetto a quelli della Serie A.

Dati che non dimostrano l’efficacia della vittoria, perché spesso il Bologna ha vinto anche andando “meno” dell’avversario: ma se in Serie A può bastare, proprio per l’andamento del nostro campionato, in Europa può andarti bene raramente. Questo il Bologna l’ha capito, e in momenti di gestione fisica, sembra aver scelto anche da questo punto di vista l’Europa League.

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