Bologna-Lazio, Italiano: «Heggem in sovraccarico, inutile rischiare»
La conferenza stampa di Vincenzo Italiano alla vigilia di Bologna-Lazio, gara secca che vale il pass per la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta
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Torna la magia della Coppa Italia: poco più di 24 ore e il Dall’Ara diventerà palcoscenico dei quarti di finale tra Bologna e Lazio. Una sfida secca che la banda di Italiano deve vincere se vuole provare a tenere stretto lo storico titolo vinto lo scorso 14 maggio.
La conferenza stampa di Vincenzo Italiano alla vigilia di Bologna-Lazio
L’importanza della Coppa Italia – «Ci teniamo tantissimo alla Coppa Italia e domani la concentrazione deve essere massima. Dobbiamo sfruttare il fattore campo, anche se ultimamente non lo stiamo gestendo benissimo. Sarà una partita importante e difficile contro un avversario che sta crescendo molto. La Lazio è consolidata e sa giocare sugli errori che noi spesso commettiamo: affronteremo una squadra di valore e sono convinto che cercheranno di vincere per andare avanti. Dobbiamo fare la partita perfetta perchè in palio c’è un’altra semifinale storica».
Il fattore Dall’Ara – «Dobbiamo far diventare il Dall’Ara di nuovo un fattore, un uomo in più. Quando sono usciti Bernardeschi e Lucumi domenica c’è stata la standing ovation: il pubblico dobbiamo tenercelo stretto perché è un grande patrimonio, dobbiamo sfruttare i vantaggi che ci da l’atmosfera a partire da domani. Ringrazio davvero lo stadio per il comportamento, faremo di tutto per farli uscire di lì con un risultato positivo. Contro il Parma ho visto gente sconsolata e triste, non voglio più vederlo»
La curva del Bologna (© Eugenio Fontana – 1000 Cuori Rossoblù)
Troppi errori dei singoli, come rimediare? – «Tutti devono dare un qualcosa in più, una lettura diversa di alcune situazioni che sembrano scontate, percepire il pericolo. Ci dobbiamo mettere del nostro: contro il Parma, nonostante fossimo in dieci, ci siamo giocati la carta dei tre attaccanti. Era un rischio? Si, ma dovevamo correrlo. In passato mi è già capitato di vivere questi momenti, la medicina è solo questa. Abbiamo intrapreso la strada di archiviare e pensare alla partita successiva. Sappiamo di avere poco tempo e non mi è andato giù il fatto di dover spendere così tante energie domenica e perdere giocatori importanti come Heggem. Adesso è in sovraccarico, inutile rischiare. Skorupski o Ravaglia? Lo scoprirete domani in campo».
Italiano sui nuovi arrivati nel mercato di gennaio – «I nuovi arrivati si allenano bene, sono professionisti e hanno davvero una cultura del lavoro elevatissima. Ci sono stati momenti in cui ho pensato di utilizzare Sohm a partita in corso perché ha dinamismo e forza nelle gambe, poi l’inferiorità numerica ha fatto saltare tutto. Helland si allena ai mille all’ora, è un patrimonio della società e lo dimostrerà. Joao Mario l’ho tolto quando ho capito che la partita diventava prettamente difensiva».
Simon Sohm durante Genoa-Bologna (© Bologna FC 1909)
Il mister sui singoli: Odgaard in una nuova chiave, la magia di Bernardesachi, e la crescita di Castro – «Odgaard lavora bene anche da centrocampista e può dare qualcosa in più. Jens, se dovessimo decidere di lavorare in questo modo, dovrà adattarsi alla situazione. Bernardeschi? Si trova più a suo agio a giocare a destra: viene dentro col mancino, è capace di imbucare e di mandare gli attaccanti a tu per tu con il portiere. In questo momento, dopo l’infortunio, è meglio lavorare nelle zone dove ci sono certezze: lo vedo felice, si diverte. Santi contro il Maccabi ha avuto 3/4 palle clamorose per andare in gol e per alzare l’autostima. Qualcosa lo stiamo creando, ma alle volte bisogna metterci le letture individuali. Devono crearsi la possibilità di fare gol, di diventare leader concreti. I rifornimenti stanno arrivando».
Il momento di crisi di Juan Miranda – «Miranda sta soffrendo le partite ravvicinate, non riesce più a recuperare bene. L’errore sulla rimessa? Non ci ho nemmeno parlato con lui di questo, è un professionista. Domani forse opteremo per un’altra scelta, forse un centrale».
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