Bologna FC
Una rinascita tutta rossoblù per Bernardeschi
Dall’operazione alla leadership: come Bernardeschi è diventato il valore aggiunto del Bologna.
Dopo l’intervento che lo ha costretto a fermarsi per circa un mese, Federico Bernardeschi è tornato a incidere come prima, ritrovando condizione e centralità nello spogliatoio. Oggi non è solo un titolare importante, ma uno dei riferimenti emotivi e tecnici del Bologna. A fine agosto, con il mercato ormai chiuso, una domanda circolava nell’ambiente rossoblù: perché puntare ancora su di lui dopo averlo già cercato l’estate precedente? Sei mesi più tardi, la risposta è sotto gli occhi di tutti.
Bernardeschi: la scelta che chiedeva fiducia
Quando Giovanni Sartori venne interrogato sulle ragioni dell’acquisto, il dubbio non riguardava certo le sue qualità tecniche, riconosciute da tempo. Piuttosto si guardava alle stagioni precedenti e a ciò che si portava dietro. La dirigenza – da Fenucci a Di Vaio, fino a Italiano – condivideva però la stessa convinzione espressa dal responsabile dell’area tecnica: Federico Bernardeschi possiede ancora un motore importante e, se accompagnato dalla giusta determinazione e dalla mentalità adeguata al progetto Bologna, può fare la differenza.
Non era una scommessa al buio, ma una scelta ponderata. E in pochi mesi quella fiducia è stata ripagata. Già prima dell’infortunio aveva mostrato segnali evidenti di crescita; poi la frattura alla clavicola e l’operazione lo hanno costretto a rincorrere nuovamente la miglior forma, ritrovata nelle ultime settimane.
Federico Bernardeschi in Bologna-Parma (© Bologna FC)
Il lavoro quotidiano e la crescita di Bernardeschi nel Bologna
La trasformazione non è stata soltanto fisica. La testa ha avuto un ruolo decisivo. Dove non è arrivato da solo, è intervenuto Vincenzo Italiano, che non gli ha risparmiato richiami anche accesi quando giocava dalla parte della panchina. Parole forti, sì, ma finalizzate a trasmettere un concetto chiaro: nel suo Bologna non basta inventare in attacco, bisogna partecipare anche alla fase difensiva.
È proprio questa completezza che oggi rende Bernardeschi più incisivo. Basta ripensare alla prestazione contro il Celta a Vigo, prima dell’infortunio, e a quanto fatto recentemente in campionato contro Parma e Torino. Le dichiarazioni estive di Sartori trovano conferma sul campo. Prima di portarlo in rossoblù, il dirigente aveva raccolto informazioni non solo sul calciatore, ma soprattutto sull’uomo. Perché si può sbagliare una valutazione tecnica, ma un errore sulla persona pesa il doppio.
L’esultanza di Orsolini con i compagni (©Damiano Fiorentini)
Leader dentro e fuori dal campo
Il Bologna, sotto questo aspetto, non ha sbagliato: Federico Bernardeschi è entrato nello zoccolo duro del gruppo, insieme a De Silvestri, Freuler, Ferguson, Moro e Orsolini. È un punto di riferimento per i compagni, un fratello maggiore per i più giovani, e non si tira indietro quando c’è da esporsi nei momenti delicati. Non è solo il giocatore capace di inventare a Torino un assist di alto livello per Castro. È anche quello che, a fine partita, condivide una risata con lo stesso Santiago, dimostrando quanto conti sentirsi parte di qualcosa che va oltre il campo. Perché si può parlare di moduli e schemi, ma senza unità si va lontano?
Oggi Bernardeschi rappresenta tutto questo: qualità, sacrificio e spirito di gruppo. E forse, più che dubbi e calcoli, serviva semplicemente crederci fino in fondo.
Fonte: Stadio, Claudio Beneforti
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