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Calciomercato Bologna: il rompicapo portiere

Grandi smottamenti nelle gerarchie tra i pali del Bologna. Il club valuta le strategie per la porta, tra conferme, possibili partenze e nuovi profili.

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Massimo Pessina
Massimo Pessina (@1000 Cuori Rossoblù)

Tra i primi nodi di calciomercato che la coppia TedescoSartori dovrà sciogliere per il Bologna figura la delicata questione portiere.

Un ruolo che per anni non ha richiesto interventi, oggi, tra gerarchie da definire e ambizioni dei singoli, rappresenta un vero e proprio rompicapo.

Lukasz Skorupski

Secondo quanto riportato su Il Resto del Carlino, in un articolo a firma di Marco Vigarani, la situazione tra i pali del Bologna è tutt’altro che definita.

Skorupski, reduce da un’annata viziata da due gravi infortuni muscolari e in scadenza nel 2027, pareva ormai sull’uscio di Casteldebole.

Il polacco, negli anni in rossoblù, ha mostrato però una crescita importante, adattandosi al gioco moderno che richiede al portiere sempre più dimestichezza coi piedi.

Pilastro della squadra, la sua volontà oggi sarebbe quella di rimanere, provare a riscattarsi e dimostrare di poter essere ancora il titolare, rimandando ogni valutazione alla fine del prossimo anno.

Federico Ravaglia

Con la permanenza di Skorupski, si complicherebbe la situazione del secondo Ravaglia, poi divenuto il titolare per tratti della stagione, salvo poi essere scalzato da Pessina.

Il 26enne, che ha alternato buone prestazioni ad altre molto opache, sembra destinato a cercare altrove il posto da titolare che a Bologna sarebbe precluso; sulle sue tracce Torino, Udinese, Parma e alcune società spagnole.

Da valutare la forma della cessione, anche se i rossoblù potrebbero cederlo a titolo definitivo davanti a offerte sui 5 milioni, ma probabilmente potrebbero essere più percorribili altre formule.

Massimo Pessina

Nel frattempo, la società valuta attentamente anche il percorso del baby Pessina, classe 2007, fresco di convocazione per gli Europei Under 19 in Galles.

Tedesco vorrebbe valutarlo da vicino nel ritiro di Valles; qualora non convincesse, il club potrebbe decidere di farlo crescere in prestito, magari in Serie B, ma solo con la garanzia che il ragazzo possa giocare con continuità.

La soluzione?

In definitiva, quella che si prospetta è un’estate di profonde riflessioni, equilibri sottili e possibili effetti domino.

Intanto, se nel trovare i giusti incastri per sbloccare il rompicapo del portiere divenisse necessario l’innesto di un nuovo numero uno, il profilo di Wladimiro Falcone resterebbe un’opzione calda sul tavolo della dirigenza.

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