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Come gioca l’Hellas Verona 2.0 di Marco Baroni? Nuovi interpreti e nuovo modulo per i gialloblù 

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Fonte immagine: Hellas Verona FC

Questa sera il Bologna ospita al Renato Dall’Ara l’Hellas Verona di Marco Baroni. Nonostante la guida tecnica della squadra gialloblù non si cambiata, i rossoblù si troveranno di fronte una squadra molto diversa rispetto a quella che Motta & co. si erano trovati di fronte nella gara d’andata di campionato e successivamente in Coppa Italia. Dal canto suo, il Bologna in questo momento sembra non poter avere paura di nessuno, ma i veneti nonostante la posizione di classifica sono una formazione da non sottovalutare.

Modulo e atteggiamento dell’Hellas Verona

L’ “Hellas Verona 2.0” uscito dal mercato di gennaio, a dispetto delle attese, è una formazione che ha perso poco in termini tecnici, ma ha guadagnato in voglia di raggiungere il risultato e mettersi in mostra in Serie A. Inoltre, la squadra gialloblù con la nuova conformazione della rosa si è avvicina molto di più alle caratteristiche del suo tecnico, Marco Baroni. L’ex Lecce, dopo aver deciso di passare ad uno schieramento tattico con la linea difensiva a quattro come preventivato ad inizio stagione, si è accordato con la dirigenza per un ringiovanimento/rinnovamento della rosa. La rosa attuale dà a Baroni la possibilità di giocare con il 4-2-3-1, plasmando i tanti giovani in rosa. L’atteggiamento tattico, tuttavia, è sempre molto simile: l’Hellas cerca sempre di giocare in contropiede sfruttando gli spazi aperti e la solidità della sua difesa.

La tecnica sulla trequarti

A differenza di tante squadre che stanno nelle retrovie del nostro campionato di Serie A, l’Hellas Verona è una squadra molto equilibrata tecnicamente. Ha una buona solidità difensiva, ha un reparto di centrocampisti di buon livello e in avanti, soprattutto nel reparto trequartisti, ha trovato giocatori molto interessanti. Infatti, il Bologna dovrà fare molta attenzione tra linee. Suslov, Noslin (finora ha giocato centravanti, ma domi potrebbe essere schierato sull’ala sinistra al posto di Lazovic con Swiderski centravanti) e Folorunsho sono giocatori di gamba e tecnica. Lo slovacco ha tecnica e rapidità nello stretto ed è in grado di creare superiorità numerica nell’uno contro uno. Non di rado infatti è facile che dalla posizione di trequarti si allarghi per ricevere e puntare l’area di rigore. Lo stesso discorso vale per Noslin, abile a giocare col fisico, ma anche veloce e rapido nell’attacco alla profondità. Occhio poi alla fisicità e alle doti balistiche di Folorunsho: schierato inizialmente in fascia, il giocatore di proprietà del Napoli è un tuttocampista, che fa la differenza grazie al suo dinamismo coniugata ad un fisico importante, e a tutto questo abbina anche una discreta abilità nella conclusione in porta.

 

 

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