Bologna FC
EDITORIALE 1000cuori: Lopez colpevole o innocente? – 28 feb
Poteva succedere, doveva succedere ed è successo. Il Bologna è caduto in casa, deludendo i tifosi accorsi al “Dall’Ara” e che si aspettavano certo un risultato diverso. Forse perché dopo due deludenti pareggi casalinghi si attendeva una vittoria, o forse perché si arrivava comunque da una striscia di risultati positivi – ben 8 – notevole e che autorizzava a ben sperare. Invece un Vicenza brillante ha fatto il colpaccio, e adesso tutto è tornato in discussione. Colpa di Lopez?
Per me no.
Vero è che la squadra nelle ultime uscite era apparsa tutto tranne che brillante, finendo per strappare i risultati più con la forza che attraverso il gioco. Ma bisogna considerare tutto un insieme di cose, e cioè la rivoluzione che i rinforzi di gennaio hanno portato in un gruppo prima senz’altro più debole ma forse più unito e con gerarchie più definite: la scelta di lanciare Mbaye e di rispolverare Bessa deriva anche da una rosa che è diventata lunga, forse troppo. È chiaro che per un tifoso i giocatori “buoni” non sono mai abbastanza, ma per un allenatore può essere difficoltoso gestirne tanti. Che poi i giocatori sono buoni, ma alcuni ci mettono del loro. Cacia non segna, Mancosu non ingrana, per dire: su questo Lopez cosa può farci? Cambiare per il gusto di cambiare?
Questione modulo e uomini: il 4-3-1-2 è lo schema che ha portato il Bologna, anche quando non era lo spauracchio della Serie B (ricordate agosto?) in vetta alla classifica. Un buon modulo, adatto agli uomini a disposizione, nel quale la composizione del centrocampo è essenziale: un regista basso, due cursori bravi nelle due fasi, un trequartista che muovendosi tra le linee porti scompiglio. Quest’ultimo è Laribi e non ci sono discussioni, lo dimostrano i gol, gli assist e i punti che questi hanno portato alla squadra. Il regista è Matuzalem, che però ha l’età che ha e ogni tanto deve rifiatare, anche perché Bessa è stato preso per un motivo e fino a ieri aveva dimostrato di meritare spazio e fiducia. Chiaro che la prestazione offerta ieri sera, con l’espulsione che per me ha cambiato tutta l’inerzia della gara, è da condannare. Ma non si può chiedere a Lopez di essere un indovino, con il senno di poi è chiaro che sarebbe molto più facile allenare.Per me si.
Perché sè è vero che a Lopez va il merito di aver “scoperto” quel 4-3-1-2 che ha fatto le fortune dei rossoblu, va dato anche atto del fatto che un allenatore deve sapersi adattare alle situazioni tattiche che gli si presentano a campionato in corso. Giocare con due punte con caratteristiche troppo simili, addirittura ancora di più delle coppia Cacia-Acquafresca è paradossale. Mancosu e Cacia si pestano i piedi, non hanno il giusto feeling e perché? Proprio per il fatto che i due, nella loro carriera, sono stati abituati a ricoprire lo stesso ruolo e quindi tendono a fare quasi gli stessi movimenti. I due sono costretti a parlare nel corso della partita per migliorare i loro movimenti, e questo di certo non è un mistero. Così facendo, facilitano il compito alle difese avversarie. Ma il problema tattico non si limita a quello, desta ancora dubbi, infatti, la scelta del vice-Matuzalem. Bessa ieri sera utilizzato proprio in cabina di regia, in settimana era stato provato in tutt’altro ruolo. Questa confusione tattica, che poi si riflette in campo, non può di certo far bene alla squadra.
Si dice che la squadra in campo rifletta l’allenatore, e ieri sera il Bologna è stato lo specchio della confusione tattica che ha in testa l’allenatore rossoblu. L’immagine perfetta potrebbe essere quel suo assistere quasi impotente al non gioco dei suoi, quel suo sedersi quasi sconsolato in panchina sullo 0-2. Alla squadra manca grinta e questo è un dato di fatto. All’allenatore spetterebbe anche il compito di lavorare sulla mentalità dei suoi giocatori, sono piccole cose con le quali si ottengono i risultati. La scusa di “eh ma ha fatto 8 risultati utili consecutivi” non regge più. E meno male mi verrebbe da aggiungere. La partita con il Vicenza è stata lo specchio perfetto del gioco del Bologna: lento, prevedibile e senza schemi. Con il Crotone ci pensò un super goal di Laribi a salvare baracca e burattini, ma già lì erano erano emersi i limiti dei rossoblù. Quella col Cittadella è stata una breve illusione di gioco in cui la palla girava velocemente, un’illusione durata neanche 90′. I pareggi con Ternana e Pescara al Dall’Ara gridano ancora vendetta (e devono molto a Coppola) ed è inutile nascondersi: questo Bologna non ha un’identità di gioco. Poi sia chiaro eh, fin quando Lopez vince ha ragione e su questo non ci piove, ma prestazioni come ieri sera non sono proprio concepibili per una squadra che DEVE andare in A. Ogni volta che Lopez affronta un allenatore esperto, uno di quelli che ha fatto la gavetta, vedi lo stesso Marino o Ivo Iaconi, va in difficoltà. Subisce una sorta di scacco tecnico-tattico del rivale. Ah la gavetta, dov’è che l’ho già sentita questa? Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook

