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Espulsione a Skorupski in Genoa-Bologna, l’analisi di Calvarese: «Non era rosso»

L’espulsione di Skorupski ha cambiato il match: Maresca ha confermato il rosso al VAR, ma per Calvarese è un errore. Mancano i criteri del DOGSO: ecco l’analisi e il regolamento.

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Lukasz Skorupski è stato espulso durante Genoa Bologna
Lukasz Skorupski (© Bologna FC 1909)

Una partita dominata per quasi un’ora, poi l’episodio che ha ribaltato tutto: l’espulsione di Skorupski in Genoa-Bologna è destinata a far discutere a lungo. Sull’accaduto l’ex arbitro Gianluca Calvarese si è espresso in maniera decisa. Ma ricapitoliamo l’episodio.

Al minuto 56, con i rossoblù di Italiano saldamente avanti per 2-0 grazie alle reti di Ferguson e all’autogol di Otoa, il portiere polacco si è reso protagonista di un’uscita avventata che ha cambiato l’inerzia del match, portando alla clamorosa rimonta ligure per 3-2.

Il giudizio di Maresca sull’espulsione di Skorupski durante Genoa-Bologna

La dinamica è chiara: Skorupski esce palla al piede fuori dalla propria area, sbaglia il controllo e nel tentativo di recuperare commette fallo su Vitinha.

L’arbitro Maresca estrae subito il cartellino rosso per DOGSO (negazione di una chiara occasione da gol). Richiamato al monitor dal VAR per una revisione, il direttore di gara conferma la decisione tra le proteste.

È chiaro che la visuale che è stata giudicata determinante da Maresca sia quella sotto riportata. Da quella inquadratura si vede che Vitinha ha a disposizione un’opportunità per calciare a porta sguarnita.

Il parere di Calvarese: «Errore di Maresca, non è DOGSO»

Ma l’espulsione di Skorupski in Genoa-Bologna era davvero corretta? L’ex arbitro Gianpaolo Calvarese ha forti dubbi. Nel suo approfondimento post-partita, Calvarese ha analizzato l’episodio contestando la scelta finale di Maresca. Secondo l’ex fischietto, l’espulsione è tecnicamente sbagliata perché mancano i requisiti fondamentali per applicare la regola del DOGSO.

«Episodio da espulsione di Skorupski: dal campo Maresca estrae il cartellino rosso per DOGSO, ma viene richiamato al monitor dal VAR per valutare una possibile revoca. Dopo la revisione però l’arbitro conferma il rosso, sbagliando», spiega Calvarese.

«Se andiamo ad analizzare i parametri, manca sicuramente quello relativo al numero dei difendenti. Dopo il fallo del portiere, infatti, rientra immediatamente Lykogiannis che si posiziona davanti a Vitinha, chiudendogli lo specchio. A mio giudizio è un’occasione da gol, ma non “chiara ed evidente” come richiede il regolamento».

Ecco il video dell’analisi completa:

Il Regolamento: i 4 criteri del DOGSO

Per fare chiarezza, la Regola 12 del regolamento IFAB stabilisce che per configurarsi un DOGSO (Deny an Obvious Goal-Scoring Opportunity) devono coesistere contemporaneamente quattro criteri:

  • La distanza tra il punto dell’infrazione e la porta.
  • La direzione generale dell’azione di gioco.
  • La probabilità di mantenere o guadagnare il controllo del pallone.
  • La posizione e il numero dei difendenti.

Proprio l’ultimo punto è quello incriminato: la presenza di Lykogiannis sulla traiettoria avrebbe dovuto declassare l’episodio a SPA (Stop a Promising Attack), punibile con il cartellino giallo.

L'arbitro Fabio Maresca

L’arbitro Fabio Maresca (© AIA FIGC)

L’opinione sull’espulsione di Skorupski in Genoa-Bologna: regolamento troppo complesso?

Al di là della decisione dell’arbitro, che ha propiziato il rovesciamento di una partita indirizzata su binari favorevoli al Bologna, l’episodio riaccende il dibattito sulla complessità delle regole attuali.

Indipendentemente dal fatto se la decisione sia corretta o meno, e su quello giudicherà il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, appare evidente che la casistica del DOGSO sia talmente ricca di variabili interpretative da creare confusione persino con l’ausilio della tecnologia.

Per via di questo e di altri episodi contestati, nonostante il VAR, urge probabilmente un testo unico e semplificato del regolamento. Dare un’espulsione o un rigore non può essere più complicato di una sentenza penale: il calcio è un gioco che, sebbene articolato, ha basi semplici. E a quella semplicità, forse, si dovrebbe tornare.

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