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Ferguson incoronato “lo scozzese più determinante ai Mondiali”: «Devo tutto a mio padre»
Il centrocampista rossoblù si racconta alla BBC: l’emozione di rappresentare la Scozia al Mondiale, il recupero dopo l’infortunio al crociato e il legame speciale con il padre Derek.
Tra meno di due ore, a mezzanotte esatta, la Scozia di Lewis Ferguson affronterà il Brasile ai Mondiali. Dopo la vittoria storica contro Haiti (la prima in un Mondiale dopo 28 anni), e la sconfitta per 1-0 contro il Marocco, questa notte gli Scots tenteranno l’impossibile. Vincere contro i Verdeoro infatti, vorrebbe dire scrivere una nuova pagina di storia per la Scozia, che non ha mai superato la fase a gironi di un ‘big tournment’.
Tra le file degli scozzesi c’è un ragazzo di Hamilton che Bologna conosce molto bene e che proprio ieri, la BBC ha descritto come il “giocatore scozzese più determinante ai mondiali”: Lewis Ferguson.
Ferguson: i dati e le statistiche parlano per lui
Il capitano del Bologna si è infatti ritagliato un ruolo da protagonista con la Scozia di Steve Clarke e l’incoronazione da parte della più famosa emittente britannica non arriva per caso, ma sulla base di dati che testimoniano la crescita del centrocampista rossoblù.
Contro il Marocco ad esempio, Ferguson è riuscito a sfondare la linea difensiva per ben 15 volte, il numero più alto tra tutti i giocatori scozzesi in fase offensiva. Inoltre, ha ricevuto ben 76 passaggi: un numero notevole se si considera che il secondo dato più alto è 35 registrato da Che Adams.
“Fergie”- come lo chiamano i suoi compagni di squadra – si è raccontato alla stessa BBC in una lunga intervista (disponibile sul canale youtube dell’emittente). Di seguito, riportiamo alcune delle sue dichiarazioni.
Ferguson sull’importanza di rappresentare la Scozia al Mondiale
Per prima cosa, Ferguson non ha nascosto la sua emozione nell’indossare la maglia della Scozia ai Mondiali: «È un sogno d’infanzia. È qualcosa che, ogni ragazzino e ogni ragazzina in Scozia sogna. Innanzitutto, il solo fatto di rappresentare la Scozia è già un sogno, figuriamoci rappresentare il proprio Paese ai Mondiali di calcio, sul palcoscenico più importante e sapendo di avere tutto il sostegno a casa e un tifo straordinario anche qui grazie alla “Tartan Army”».
Dall’infortunio al crociato che gli ha negato gli Europei…
Ma prima di vivere il sogno più grande, Ferguson ha dovuto attraversare non pochi incubi. Nella stagione 2023/24 infatti, il numero 19 si rompe il crociato durante Bologna-Monza. Un infortunio che non solo compromette la sua stagione in rossoblù, ma che gli impedisce di essere convocato agli imminenti Europei.
«È stato devastante, perché in quel momento mi sembrava di giocare il miglior calcio della mia carriera. Sentivo che stavo iniziando a inserirmi bene anche nella Nazionale e pensavo che gli Europei arrivassero proprio al momento giusto per me. Avevo avuto una stagione di grande successo (al Bologna) e poi… subire quell’infortunio proprio in quel momento è stato orribile. È stata dura da accettare e, ovviamente, non ho potuto partecipare perché stavo appena iniziando il processo di riabilitazione dopo un intervento chirurgico importante».
…alla Coppa del Mondo
Tuttavia, Ferguson non si è fatto abbattere: «Col passare del tempo, però, questo mi ha dato sempre più motivazione a chiedermi: “Qual è il prossimo obiettivo? Qual è il prossimo passo nella mia carriera e in Nazionale?”. Durante le qualificazioni ho svolto un ruolo piuttosto significativo, un ruolo importante nella squadra: ho giocato cinque delle sei partite e ho cercato di dare il massimo. Quindi sì, quando ho saltato gli Europei ho trovato una motivazione in più, non che ne avessi bisogno, ma ho pensato: questa volta non me la lascerò sfuggire».
Lewis e l’importanza del padre Derek
Questa sera contro il Brasile, Ferguson potrà contare sul suo più grande supporter, suo papà Derek Ferguson, ex centrocampista di Rangers, Hearts e Sunderland, con due presenze nella nazionale scozzese.
«Mio padre è a Miami e mi rende felice che possa vedermi ai Mondiali. Non voglio parlare per lui, ma probabilmente avrebbe voluto ottenere di più di quanto abbia fatto, e penso che stia vivendo tutto questo attraverso di me. Quando ottengo dei successi, è davvero bello vedere quanto sia orgoglioso e felice. È una delle poche persone che ascolto davvero nel mondo del calcio. Ha avuto un ruolo importantissimo nella mia vita e nella mia carriera calcistica. Ora che sono cresciuto mi fa un po’ più di complimenti… forse sta cambiando anche lui ora che sta invecchiando».
Ferguson: «Se non fosse per mio padre, oggi non sarei al Mondiale»
Ferguson ha poi continuato: «È stato il modello di riferimento più importante della mia carriera. So per certo che, se non fosse stato per lui, non sarei qui. Sono stato escluso dai Rangers quando ero davvero giovane. È stata una delle sensazioni peggiori al mondo, ma averlo lì ha cambiato completamente la mia prospettiva sulla cosa. Ha cambiato la mia mentalità e mi ha dato la sensazione che, se avessi lavorato sodo, avrei potuto diventare un calciatore professionista e arrivare ai Mondiali. Quindi… gli devo tutto».
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