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IL GRILLO PENSANTE – Nel segno dell’equilibrio

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Una Serie A equilibrata ed avvincente come quella attualmente in scena non veniva proiettata nel Belpaese da svariate stagioni tanto che, considerando i continui sorpassi e controsorpassi a tutti i livelli della classifica, sembra di assistere più ad un campionato di Moto GP che ad un torneo di calcio. La bagarre potrebbe essere stata favorita da un appiattimento dei valori verso il basso, motivo per cui anche le squadre di testa non possono permettersi di sottovalutare alcun impegno per non incorrere in figure barbine (che peraltro si sono già verificate). Un po’ meno tecnica e un po’ più competizione. Bello così, nell’attesa di tempi più abbienti.

 

In questa lotta senza quartiere il Bologna si sta ritagliando il suo spazio sgomitando fieramente e restando agganciato alle “7 sorelle”, combriccola a cui si è iscritta di recente la Fiorentina consacrandosi nel blocco di testa proprio dopo aver sbancato il Dall’Ara nel turno scorso. La creatura di Italiano si è dimostrata più organizzata e più intrisa di talento, pedine come Vlahovic, Nico Gonzalez e Milenkovic non sono ancora presenti tra i ranghi rossoblu e la vittoria per 2-3 è la logica dimostrazione che i giocatori di spessore possano rompere gli equilibri (vedi l’accelerazione supersonica di Nico Gonzalez in occasione del rigore causato da Skorupski). D’altronde il buon lavoro di Mihajlovic può essere testimoniato dal fatto che, nonostante i Viola vantino una rosa di oltre 100 milioni più preziosa (254 vs. 146 – fonte Transfermarkt), l’attuale distanza in classifica è misurata soltanto dai 3 punti in ballo nell’ultimo turno; di contro, come ulteriore segnale di assoluto equilibrio, squadre più spartane come Verona (valore rosa 109 milioni) ed Empoli (valore rosa 78 milioni) tallonano ad un solo punto il Bologna grazie alle sapienti strategie di Tudor ed Andreazzoli. Nulla appare più scontato come anni addietro.

 

Il pranzo domenicale di questa giornata prevede bagna cauda nel salotto granata del Torino; la speranza è che si riveli più digeribile della callosa fiorentina del turno scorso anche se le premesse non sono tranquillizzanti, Ivan Juric è senza dubbio uno dei tecnici più impattanti sul rendimento delle proprie squadre ed il suo Toro non mollerà l’osso fino allo stremo delle forze; inoltre i rossoblu dovranno fare i conti con un centrocampo orfano non solo dei lungodegenti Schouten e Kingsley ma anche dello squalificato Dominguez, ovvero di uno dei giovani il cui rendimento è cresciuto maggiormente dalla passata stagione. Di certo saranno indispensabili spada ed elmetto ma, per testare la tenuta dei piloni che supportano la via della crescita intrapresa, uscire indenni dallo stadio Grande Torino sarà un passaggio fondamentale, un’ulteriore verifica che sotto le Due Torri possa realmente ritornare un’aria ambiziosa. Tutta la città freme per poterla respirare a pieni polmoni. “Perché il Bologna? Sono certo che 6 anni fa hanno posto questa domanda anche a quelli che andavano all’Atalanta”. Parola (recente) di Marko Arnautovic.

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