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Juan Miranda in Europa League: numeri da Top 10
Poco chiacchierato, ma decisivo. I dati di Europa League restituiscono a Juan Miranda il posto che merita nel calcio europeo.
Il calcio si può paragonare ad una melodia? Per certi versi sì. Una melodia è composta da suoni alti – i gol, le esultanze, gli uomini da area di rigore – ma anche da suoni bassi. Quei momenti, quei giocatori che non sempre si sentono, ma che danno forma ad una melodia quasi perfetta. Uno di questi giocatori, nel Bologna, è Juan Miranda. A spiegarlo è una classifica si Sofascore. Ecco cosa ci racconta.
Le statistiche di Juan Miranda in Europa League
Mentre il Bologna chiude la fase campionato di Europa League con una vittoria per 3-0 sul Maccabi Tel Aviv e un decimo posto che vale i playoff, ci sono dati che non si sentono abbastanza, ma che meritano di essere ascoltati: Miranda è tra i migliori dieci giocatori della competizione per grandi occasioni create e per passaggi chiave. Sono numeri, è oggettività statistica. Quattro grandi occasioni costruite, sedici passaggi che portano direttamente al pericolo, una precisione superiore all’86%. In mezzo, 273 palloni giocati come se fossero una mappa di puntini da collegare: ogni scelta, direzione gol.
Juan Miranda in Bologna-Salisburgo (© Damiano Fiorentini)
La modernità e l’efficacia del ruolo di Miranda nel Bologna
Miranda non occupa le copertine perché il suo calcio non è rumoroso. Non spezza le partite ma le organizza. È il tipo di giocatore che rende possibile il gioco di Vincenzo Italiano senza pretendere applausi, ma lasciando tracce ovunque: nella pulizia dell’uscita palla, nella continuità delle azioni, nella qualità delle occasioni prodotte.
C’è qualcosa di profondamente moderno in questo ruolo. Il terzino che non si limita a difendere, ma che costruisce. Che non accompagna soltanto, ma crea. E che in una competizione europea riesce a collocarsi tra i migliori dieci per impatto offensivo.
Juan Miranda (© Damiano Fiorentini)
Dare a Cesare quel che è di Cesare
In Italia, forse, se ne parla poco. Ma bisogna tenere a mente che il calcio non vive solo di chi finalizza: vive soprattutto di chi prepara questa finalizzazione. E Miranda, in questa Europa League, ha preparato più di molti altri.
Dare a Cesare quel che è di Cesare significa questo: riconoscere che dentro la UEFA e dietro il Bologna c’è un giocatore che ha trasformato la fascia sinistra in un laboratorio di occasioni.
Non è una sensazione. È un dato di fatto. E fatti come questi – soprattutto perché silenziosi – vanno raccontati meglio degli altri.
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