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Tedesco si presenta al Bologna: il punto sulla conferenza stampa

Dietro al debutto mediatico del neoallenatore rossoblù: il tecnico italo-tedesco promette un calcio ambizioso e senza alibi per il nuovo corso emiliano.

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Domenico Tedesco Bologna
Domenico Tedesco ai tempi del Lipsia (@1000 Cuori Rossoblù)

La prima conferenza stampa ufficiale di Domenico Tedesco nelle vesti di nuovo allenatore del Bologna ha immediatamente mostrato di che pasta è fatto il nuovo tecnico, oltre ad aver evidenziato anche le sue spiccate doti comunicative.

Lontano dai soliti cliché e dalle dichiarazioni prudenti di circostanza, il nuovo condottiero rossoblù ha dimostrato fin dalle prime battute una personalità decisa, un’ambizione fuori dal comune e una straordinaria sicurezza nei propri mezzi e nelle proprie idee di gioco.

La sfida di Tedesco

Come sottolineato su Il Resto del Carlino da Gianmarco Marchini, l’allenatore quarantenne ha letteralmente conquistato l’auditorio e i tifosi rossoblù. Una frase emerge su tutte, ovvero:

«Non mi nascondo, non dico ‘abbiamo bisogno di tempo’. Io sono qui per vincere»

Nonostante il tecnico arrivi dalla turbolenta esperienza sulla rovente panchina del Fenerbahce, dove i tifosi già lo rimpiangono, ha scelto scientemente la strada più difficile e stimolante per il suo debutto in Serie A.

Pur non potendo vantare un passato glorioso da calciatore alle spalle, la fulminea e sorprendente scalata di Tedesco all’interno della piramide delle panchine europee trova una spiegazione logica proprio in questo temperamento audace, tipico dei predestinati che si nutrono esclusivamente di grandi sfide per misurarsi e superarsi.

Una nuova pagina rossoblù

Superato dunque a pieni voti l’esame davanti ai giornalisti, il verdetto definitivo sul valore complessivo delI’impianto tecnico-tattico ora, però, spetterà unicamente al rettangolo verde.

Tuttavia, in virtù delle prime parole del mister Domenico Tedesco, sembra che Sartori e Saputo, affidandosi a un profilo così preparato, internazionale e coraggioso, abbiano individuato l’uomo perfetto per ridare il giusto abrivio al progetto Bologna.

Una scelta forte e dettata dalla necessità di raccogliere la pesante eredità lasciata dai suoi predecessori, da Mihajlovic a Italiano passando per Thiago Motta, garantendo così ai tifosi l’inizio di una nuova ed entusiasmante pagina della storia rossoblù.

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