Bologna FC
Bologna, Tedesco deve ancora trovare la (s)quadra
Il ko con il Pisa accende la spia d’allarme: difesa da sistemare, nuova idea di gioco ancora da assimilare e mercato in movimento tra Piccoli e Cabal.
La strada verso il nuovo Bologna si sta rivelando più complicata del previsto. La penultima amichevole dell’estate ha infatti lasciato parecchi interrogativi: a Casteldebole il Pisa si impone 4-1 in una sfida particolare, durata due ore e mezza con tempi da 75 minuti. I toscani hanno mostrato maggiore condizione e organizzazione, mentre la squadra di Tedesco ha evidenziato difficoltà sia nella costruzione offensiva sia nella fase difensiva. A due settimane dall’inizio del campionato, dunque, c’è ancora parecchio da mettere a punto.
Bologna, una difesa da rivedere
Il risultato contro il Pisa mette in evidenza soprattutto le difficoltà della fase difensiva. E a rendere ancora più significativo il campanello d’allarme è il fatto che dall’inizio siano scesi in campo tre quarti di quella che dovrebbe essere la difesa titolare: Zortea, Helland e Miranda.
L’assenza era quella di Heggem, con Ilic schierato al suo posto. Il nuovo acquisto rappresenta uno dei giocatori sui quali il club ha deciso di puntare, anche dopo l’ottimo Mondiale disputato. Ma la partita di ieri sembra aver rafforzato l’idea che possa servire un ulteriore innesto nel reparto arretrato. Non necessariamente, quindi, un elemento destinato soltanto alla rotazione.
Al centro delle valutazioni rimane Lucumí, ormai sul piede di partenza. Il colombiano ieri non è sceso in campo, sia perché ancora all’inizio della preparazione sia per motivi di opportunità. La Juventus vorrebbe inserire nell’operazione il difensore mancino Cabal, mentre il Bologna continua a guardare anche ad altre possibilità: Rodriguez del Cagliari e Bozhinov del Pisa, quest’ultimo presente proprio ieri a Casteldebole.
Tra le ipotesi, però, quella di Cabal potrebbe prendere sempre più consistenza. La sensazione, infatti, è che per completare il reparto serva qualcosa in più.
Un Bologna ancora da costruire
Come riportato da “La Gazzetta dello Sport” nell’articolo di Vincenzo Di Schiavi, il Pisa ha approfittato della maggiore condizione e di una squadra rossoblù ancora in fase di assestamento. Canestrelli ha aperto la partita con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, poi Marras ha trovato per due volte la via del gol sfruttando rapide ripartenze. A completare il poker è stato Vural, con un tocco dall’interno dell’area.
Il Bologna ha trovato la propria rete su calcio di rigore, trasformato da Dallinga, sempre più vicino alla partenza. Ma la partita ha lasciato soprattutto interrogativi: perché la squadra ha faticato così tanto a trovare continuità e riferimenti?
Non è soltanto una questione di difensori. La squadra deve ancora assimilare il nuovo modo di giocare richiesto da Tedesco. Il passaggio è significativo: dal gioco più orizzontale e sviluppato sulle corsie esterne proposto da Italiano si passa a un calcio maggiormente verticale, con una preferenza per le vie centrali nella fase di impostazione. Una modifica importante, che richiede tempo per essere assorbita.
Dovbyk, esordio con Rowe
Nella ripresa è arrivato anche il debutto di Dovbyk. L’ucraino ha mostrato vivacità e motivazione, riuscendo a dialogare soprattutto con Rowe. È proprio sulla corsia sinistra che il Bologna ha prodotto le situazioni migliori, con l’inglese affiancato da Alhassane, chiamato a sostituire Miranda e protagonista di una spinta costante.
Poi, con il passare dei minuti, anche le energie sono venute meno. Ma l’esordio di Dovbyk rappresenta comunque uno degli elementi da osservare in questa fase di preparazione.
Piccoli, trattativa nella fase calda
Sul fronte mercato, invece, il Bologna continua a lavorare per Roberto Piccoli. Il pressing sulla Fiorentina prosegue e la trattativa è entrata in una fase particolarmente importante. L’obiettivo dei rossoblù è arrivare a un trasferimento a titolo definitivo.
Il club viola non vorrebbe scendere sotto i venti milioni di euro, mentre il Bologna sta ragionando su un prestito con obbligo di riscatto fissato a 18 milioni. Proprio attorno a questa cifra potrebbe svilupparsi l’intesa definitiva. A spingere verso l’operazione c’è anche la volontà del giocatore, pronto a lasciare Firenze per una società disposta a investire su di lui.
I primi giorni della prossima settimana potrebbero quindi risultare decisivi per la chiusura dell’affare.
Dallinga verso l’addio, Lucumí resta la chiave
L’arrivo di Piccoli sarebbe legato anche all’uscita di Dallinga, sempre più lontano da Casteldebole. Il Genoa è interessato all’attaccante e il Bologna preferirebbe una cessione definitiva, pur senza escludere la possibilità di un prestito. L’operazione Piccoli, infatti, procede sul proprio binario e non dipende necessariamente dalla partenza dell’olandese.
Il Bologna, intanto, ha già incassato una cifra vicina ai 50 milioni dalle cessioni di Castro, Fabbian e Ravaglia. Resta da perfezionare quella di Lucumí, che potrebbe rappresentare l’ultima uscita pesante.
Il piano, a quel punto, sarebbe chiaro: reinvestire parte delle entrate per completare la rosa con tre innesti, uno per reparto. Dopo il 4-1 incassato dalla squadra di Tedesco dal Pisa, quella che sembrava una necessità di mercato appare ancora più evidente.
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