Bologna FC
Verso Bologna-Inter, la svolta è nei numeri: ecco cos’è cambiato dall’arrivo di Palladino
Con Palladino in panchina, il Bologna sembra aver cambiato marcia: corre di più, cerca meno il possesso e punta su aggressività e compattezza. I numeri delle prime due gare sono quelli di una squadra, sì in evoluzione, ma anche in crescita.
Le prime due partite della gestione Raffaele Palladino hanno già lasciato segnali sul nuovo Bologna. I rossoblù stanno cambiando il proprio modo di interpretare le gare, privilegiando aggressività, ritmo e compattezza rispetto al controllo prolungato del pallone. Una trasformazione che trova conferma nei dati atletici e nel posizionamento della squadra, in vista della sfida contro l’Inter.
Bologna, con Palladino cresce l’intensità
Fin dalla presentazione, il nuovo allenatore aveva indicato una priorità: migliorare la condizione fisica per riuscire a esprimere il calcio desiderato. I numeri delle prime uscite sembrano confermare i progressi. Con Domenico Tedesco, il Bologna percorreva mediamente 4,8 chilometri in meno degli avversari. Contro il Torino il divario si è ridotto a un chilometro, mentre a Lecce i rossoblù hanno corso un chilometro in più.
La crescita è ancora più significativa considerando le corse ad alta intensità, oltre i 20 km/h. Con Tedesco la squadra non aveva mai raggiunto i sei chilometri in una singola partita; con Palladino ha toccato quota 6,07 contro il Torino, migliorandosi ulteriormente a Lecce con 6,31.
Meno possesso, più aggressività
Il cambio di passo riguarda anche l’approccio tattico. La media del possesso palla, passata dal 55% della precedente gestione al 42,5% delle prime due gare di Palladino, può essere sinonimo di una squadra meno concentrata sul controllo del pallone e più orientata all’intensità. L’obiettivo sembra essere quello di recuperare energie, aggredire gli avversari e sfruttare meglio gli spazi, senza rinunciare all’organizzazione collettiva.
Verso Bologna-Inter: cosa servirà?
Un altro indicatore riguarda il posizionamento in campo. Con Tedesco, il baricentro rossoblù subiva oscillazioni importanti tra primo e secondo tempo: a Bergamo, per esempio, è passato da circa 54 metri a poco più di 44. Con Palladino si attesta mediamente a 45,3 metri, con una differenza di appena 0,49 metri tra le due frazioni.
Una maggiore stabilità che può favorire la compattezza tra i reparti e limitare gli spazi concessi agli avversari. Due partite sono ancora poche per parlare di una trasformazione definitiva, ma i primi segnali sono incoraggianti. Contro l’Inter, il Bologna sarà chiamato a verificare la solidità della nuova identità.
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