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Verso Bologna-Lazio, Delio Rossi: «La Coppa Italia darebbe un senso. Italiano? Il più bravo è chi sbaglia meno, non chi non fa errori» (Stadio)
Dai momenti delle due squadre al commento sui due allenatori: le parole dell’ex allenatore biancoceleste e rossoblù in vista dei quarti di Coppa Italia tra le due squadre
Dalle quattro stagioni nella capitale – sponda biancoceleste – alla promozione nel 2015 con il Bologna. Dopo aver vissuto lo scandalo Calciopoli in prima persona con la Lazio, conquistato i preliminari di Champions e vinto la Coppa Italia, per poi ottenere un posto nella massima serie con i rossoblù tramite i playoff, Delio Rossi conosce come pochi l’importanza di far parte di queste due piazze. Soprattutto in vista della sfida di Coppa Italia che vede fronteggiarsi proprio le squadre di Italiano e Sarri: «Entrambe arrivano a questo appuntamento in una situazione un po’ borderline dal punto di vista ambientale. La Lazio sembra che dia segni di risveglio dopo le polemiche e il mercato di gennaio. Viene da un’ottima partita che ha fatto contro la Juve, anche se poi non ha vinto. Però la prestazione è stata di livello. Sul Bologna, da lontano, sembra in un certo senso che abbia smarrito un po’ di freschezza. È una gara in cui forse non c’è favorita, tra due realtà in questi ultimi anni subito dietro le grandi».
Bologna-Lazio, l’intervista di Delio Rossi
Bologna è in corsa in Europa League e in Coppa Italia, ma in campionato i risultati sono al di sotto delle aspettative iniziali. È un bilancio così negativo?
«Assolutamente no. So per esperienza che non è facile scendere in campo ogni tre giorni con giocatori che non sono abituati a quei ritmi. Poi dobbiamo anche valutare le “figurine”, nel senso che ci sono squadre che a livello di uomini sono molto più forti del Bologna. Quelle che stanno davanti hanno tutte qualità superiori. Poi se a Italiano riesce l’impresa come accaduto negli anni scorsi può succedere che arrivi davanti a queste, però significa che le altre devono fare male».
Si aspettava queste difficoltà in campionato?
«Non mi aspettavo questo brusco calo. Però basta una scintilla e questa potrebbe arrivare in Coppa Italia, perché la posta in palio è alta. Così come per la Lazio, è un obiettivo che darebbe ancora un senso alla stagione».
Come si spiega il “mal di Dall’Ara“?
«Conoscendo un po’ l’allenatore e le caratteristiche dei giocatori, quando arrivano tutti questi risultati negativi in casa significa che probabilmente in trasferta magari trovi più spazi, mentre a Bologna fai più fatica e concedi qualcosa».
Ci sono delle responsabilità di Italiano?
«Alla Panchina d’oro ho votato per lui, perché secondo me è l’allenatore che sta meritando quello che sta ottenendo. A differenza di molti altri ha fatto la gavetta, è partito dal basso e si è guadagnato passo dopo passo ogni traguardo. Visto nell’arco di tutta la sua carriera è tra i più interessanti. Quando succedono queste cose si cerca il problema ma non il modo per risolverlo. Magari avrà fatto qualche errore, però secondo me il più bravo è chi sbaglia meno, non chi non fa errori».
Vincenzo Italiano (© Bologna FC)
Passiamo alla Lazio, dove la situazione è molto più complessa, che idea si è fatto?
«Tra ambiente e presidente non è mai scoccata la scintilla. Adesso si sta instaurando un muro contro muro che non giova a nessuno, anche perché non de una soluzione. Non è che puoi pretendere che Lotito ceda una sua proprietà. La frattura mi sembra molto ampia e non so se si potrà ripianare».
Che effetto le fa vedere l’Olimpico vuoto?
«Penso che questo clima lo puoi superare solo con i risultati. Anche io l’ho vissuto in misura diversa nel momento stesso in cui sono arrivato alla Lazio, subito dopo l’era Cragnotti, quando la Lazio poteva contare sui migliori giocatori del mondo. Noi eravamo in una situazione economica compromessa, dove dovevi fare delle scommesse e se le vincevi dovevi vendere questi giocatori per fare altre scommesse. Io avevo solo la possibilità di cercare di ottenere il massimo possibile, di far giocare la mia squadra bene. E penso che questa sia la migliore medicina, da parte di società e allenatore, ma anche e soprattutto dei giocatori. Se stai alla Lazio, una delle migliori squadre d’Italia e del panorama europeo, devi dimostrare di essere degno e che la società non si è sbagliata nell’ingaggiarti. Se invece sfrutti l’alibi che ti mancano i tifosi, molto probabilmente non hai le qualità per stare in una società di questo livello».
Sul rapporto tra Sarri e la società cosa pensa?
«Non so se ci sia una frattura, anche perché lo stesso allenatore conosceva bene l’ambiente. Forse non era stato messo al corrente della reale situazione, però nel momento stesso in cui le cose sono diverse da quelle che aveva prospettato, ci sono due opzioni: o dici “non mi sta bene, me ne vado”, oppure cerchi di ottenere il massimo. Secondo me non ha senso accettare la situazione e poi lamentarsi. La gente non è stupida e lo sa che magari certe cose non sono andate come tu volevi».
Maurizio Sarri, allenatore Lazio (© S.S. Lazio)
Che ne pensa dell’ultima sessione di mercato?
«Quelli che sono arrivati secondo me sono giocatori che possono avere un futuro nella Lazio. Alcuni hanno della qualità e possono essere funzionali, anche se non mi sembrano calciatori che in un certo senso possano essere i crack. Cè anche da dire che a Roma, dove ci sono due squadre in città, o sei nei Guelfi o nei Ghibellini. E il fatto che gli altri vadano così bene alimenta il punto di attrito. Il tifoso ha bisogno di sognare, di pensare un domani di poter competere. Perché poi se vado a vedere i risultati della Lazio negli ultimi anni, forse sono quelli migliori dopo la Juventus e il Napoli, ma poi non c’è mai la sensazione vera di poter competere su quei livelli».
Oltre ai tifosi, anche Sarri ha detto che vorrebbe avere la possibilità di sognare…
«Se anche lui non vede questa capacità, ha sempre a disposizione le due opzioni spiegate prima. Poi per sognare ci sono molte altre squadre e magari, in questo momento, se ha questa sensazione, è meglio andare in un’altra società».
Andando sulla gara di domani, quale può essere la chiave tattica?
«In questo momento la vedo una partita molto equilibrata. La Lazio è molto brava soprattutto nella fase di non possesso e se trova degli spazi può fare male. Il Bologna non è impenetrabile sotto questo punto di vista.
Fonte – Marco Ercole, Stadio
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