Seguici su

Calcio

Storie di Bundesliga – Giornata 19esima e i Mondiali del 1938

Pubblicato

il

Bundesliga - Storie di Calci di rigore

Ecco il racconto della diciannovesima giornata di Bundesliga e la storia del percorso  della nazionale tedesca verso i Mondiali del 1938.

GIORNATA 19

ST. PAULI – AMBURGO 0-0

BAYERN MONACO – AUGUSTA 1-2

23′ Iko (B), 75′ Chaves, 81′ Massengo (A)

BAYER LEVERKUSEN – WERDER BREMA 1-0

18′ Kalimendo (E), 52′ Moerstedt,60′ Kabak, 65′ aut. Amenda (H)

MAGONZA – WOLFSBURG 3-1

3′ Amoura (W), 68′ Tiezt, 73′ Bell, 83′ Amiri rig. (M)

HEIDENHEIM – RB LIPSIA 0-3

62′ Baku, 68′ Nusa, 70′ Raum

UNION BERLINO – BORUSSIA DORTMUND 0-3

10′ Can rig., 53′ Schlotterbeck, 84′ Beier

BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH – STOCCARDA 0-3

30′ Leweling, 67′ aut. Scally, 74′ Undav

FRIBURGO – COLONIA 2-1

10′ aut Rosenfelder (C), 11′ Scherhant, 44′ Matanović (F)

CLASSIFICA

Bayern Monaco 50

Borussias Dortmund 42

Hofenheim, Stoccarda 36

RB Lipsia 35

Bayer Leverkusen 32

Friburgo, Eintracht Francoforte 27

Union Berlino 24

Colonia, Borussia Mönchengladbach 20

Wolfsburg, Augusta 19

Amburgo, Werder Brema 18

Magonza 15

Heidenheim, St, Pauli 13

A sorpresa il Bayern perde il derby casalingo con l’Augusta e il Dortmund riduce il distacco espugnando Berlino. Corsare anche Hoffenheim e Stoccarda, rispettivamente a Francoforte e Mönchengladbach, così come il Lipsia a HeidenheimBayer Leverkusen di misura sul Werder Brema ed il Friburgo rimonta l’iniziale svantaggio contro il Colonia. Punti importantissimi per il Magonza che supera il Wolfsburg mentre finisce a reti bianche l’altro deby tra St. Pauli ed Amburgo.

LA GERMANIA AI MONDIALI: FRANCIA 1938

Il mondiale del 1938 era stato assegnato alla Francia due anni prima, durante lo svolgimento dei giochi olimpici di Berlino. Il fatto aveva suscitato forti polemiche perché veniva a mancare l’alternanza Europa-Sudamenrica promessa all’istituzione del torneo.Infatti, per protesta, quasi tutte le formazioni americane decidono di disertare le qualificazioni, lasciando automaticamente il posto a Brasile (al quale era stato promesso il mondiale 1942) e Cuba.La Germania, nel proprio girone eliminatorio affronta la Finlandia, battuta ad Helsinki per 2-0, l’Estonia, sconfitta 4-1 a Königsberg, e la Svezia, liquidata ad Amburgo con un perentorio 5-0, chiudendo al primo posto, seguita dagli svedesi.

Sono anni in cui la FIFA lascia un discreto margine di organizzazione alle singole federazioni, così – ad esempio – il gruppo 8 prevede un primo turno andata-ritorno tra Lettonia e Lituania e la vincente incontrerà l’Austria in gara secca, Prevalgono i Lettoni in entrambe le gare (4-2 e 5-1) ma a Vienna, il 5 Ottobre 1937, perdono 2-1: anche l’Austria quindi è qualificata al mondiale.

Il 13 Marzo 1938, poco meno di tre mesi prima dell’inizio della competizione, però, accade qualcosa di imprevisto: la Germania nazista si annette l’Austria e viene giocata una partita simbolica di riunificazione, il 3 Aprile 1938, al Prater di Vienna. Su richiesta del capitano austriaco Matthias Sindelar agli austriaci viene concesso di usare per l’ultima volta il nome Austria e di indossare casacca rossa e calzoncini bianchi, i colori della bandiera, a patto che la gara finisca in pareggio. Non sarà così, proprio Sindelar e il compagno Karl Sesta firmano le reti del successo austriaco e a fine partita si rifuteranno di fare il saluto nazista ai gerarchi in tribuna.

Il posto dell’Austria rimane quindi vacante e gli organizzatori francesi lo offrono all’Inghilterra, ottenendo però un rifiuto. Il punto è che i giocatori austriaci, tra i più forti al mondo, ora sono convocabili dalla Germania ed il selezionatore Otto Nerz ne chiama addirittura dieci, quasi metà della squadra ma solo nove accetteranno: Sindelar rifiuterà, adducendo come scusante un infortunio.Sulla carta i tedeschi sono fortissimi: terzi al mondiale precedente e rinforzati dagli austriaci, partono tra i favori del pronostico. E sono proprio loro ad aprire la rassegna iridata, sabato 4 Giugno al Parco dei Principi di Parigi, contro la Svizzera, agli ordini del leggedario John Langenus, che alle 17 in punto fischia l’inizio del mondiale.

Gli elvetici sulla carta sono un avversario abbordabile e non annoverano tra le loro fila particolari talenti.

Infatti gli uomini di Nerz partono a tambur battente e trovano il vantaggio al 29° minuto con l’attaccante del TuS Neuendorf, Josef Gauchel.

Sembra l’inizio di una goleada ma tecnico tedesco non è ben informato perché tra i Rossocrociati un ottimo giocatore in realtà c’è: si tratta di André Abegglen e da quelle parti lo conoscono bene perché si è appena laureato campione di Francia con il Sochaux.

Sarà proprio lui infatti a trovare la rete del pari al 43° e gli svizzeri resistono ordinatamente per tutta la ripresa nonostante gli sforzi prodotti dagli avversari. Si va ai supplementari e qui sale in cattedra il portiere Willy Huber, un ventiquattrenne del Grasshoppers Zurigo, che si rende decisivo in più di un’occasione.Non ci sono rigori a quel tempo e allora tutto da rifare. I tedeschi si consolano: quegli ottavi si sono rivelati molto più duri del previsto anche per altre squadre blasonate.

L’Italia, campione del mondo e olimpica in carica, ha sudato le proverbiali sette camicie per aver ragione della Norvegia, il Brasile – tra le papabili – ha piegato una sorprendente Polonia, in una gara pirotecnica terminata 6-5 (sarà record di reti in una partita del mondiale fino al 1954) e la Romania è stata fermata sul 3-3 dalla semisconosciuta Cuba che, per risparmiare, ha portato in Francia solo 16 uomini: anche tutte queste sfide hanno avuto necessità della proroga.

Si torna in campo giovedì 9 Giugno alle 18, sempre al Parco dei Principi, agli ordini di un’altra giacchetta prestigiosa, lo svedese Henning Eklind che ha diretto la finale di quattro anni prima.

Le cose stavolta paiono andare molto diversamente e la squadra tedesca si porta avanti all’8° con l’austriaco Wilhelm Hahnemann e al 22° arriva il raddoppio grazie ad una sfortunata autorete di Lörtscher e solo nel finale della prima metà c’è una reazione degli elvetici che accorciano con Walaschek al 42°.

La seconda frazione però è tutta un’altra musica: gli svizzeri prendono in mano le redini del gioco e trovano un incredibile pari con Bickel al 64°. I tedeschi, aggrediscono a testa bassa per portarla a casa ma offrono il fianco al contropiede avversario e il solito Ableggen in tre minuti, al 75° e al 78°, supera due volte Rudolf Raftl, anch’egli austriaco ed in forza al Rapid Vienna, fissando il punteggio sul 4-2 e ipotecando il passaggio del turno.

C’è grande delusione tra giocatori e dirigenza ed il fermo proposito di lavorare sodo per fare bella figura quattro anni dopo.

Nessuno sapeva ancora che  l’incubo degli orrori nazisti stava per iniziare.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *