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Supercoppa italiana 26/27, ritorno alle origini? Addio alla Final Four

Addio Arabia, la Supercoppa vola a Miami: il ritorno al formato a due squadre mette a rischio il tesoretto per i club “sorpresa”

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La Supercoppa Italiana (© Bologna FC 1909)
La Supercoppa Italiana (© Bologna FC 1909)

La Supercoppa italiana si appresta a subire l’ennesima variazione. Come riportato da Eurosport e da tutti i principali organi di informazione, l’edizione 2026/2027 avrà dei cambiamenti fluttuanti tra la novità e il ritorno al passato.

La variazione principale dovrebbe essere il reintegro del format costituito da una singola gara, la finale “secca”, con cui le vincitrici di Serie A e Coppa Italia si contenderanno il trofeo. I discorsi sul tavolo della Lega Serie A, però, sono ancora aperti: un gioco dell’oca che passa attraverso il rispetto dei contratti stipulati e, inevitabilmente, degli interessi economici.

Dove si disputerà?

Le variabili principali per la prossima edizione sono due e riguardano la sede del torneo e il formato della competizione.

Per quanto riguarda la location, la questione è legata agli accordi firmati con l’Arabia Saudita da Luigi De Siervo e Lorenzo Casini, rispettivamente Amministratore Delegato in carica e ex Presidente della Lega Serie A.

Si tratta del secondo ciclo di intese tra Italia e Arabia per questo trofeo: il primo, siglato nel 2018, subì delle interruzioni a causa della pandemia.

Quello attuale, firmato nel 2023 con il Ministero dello Sport saudita e la SAFF (Saudi Arabian Football Federation), prevede la disputa nel territorio del Regno di almeno quattro edizioni nell’arco di cinque anni.

Tre di queste sono già state disputate: giocate a Riad tra il 2023 e il 2025, hanno visto i trionfi di Inter, Milan e Napoli, oltre alla partecipazione nel 2024 del Bologna in veste di vincitrice della Coppa Italia.

Tuttavia, poiché nel 2027 l’Arabia ospiterà la Coppa d’Asia, ragioni logistiche rendono sempre più probabile lo spostamento della Supercoppa altrove.

La soluzione più quotata porterebbe in Florida, tra Miami Orlando, per intercettare il crescente interesse del pubblico nordamericano dopo il Mondiale per Club e in vista dei Mondiali 2026. Sullo sfondo opzioni meno probabili come l’Estremo Oriente o l’Africa, mentre appare pressoché impossibile un ritorno in patria.

Final Four: pro e contro

Al fianco della questione geografica corre quella, altrettanto cruciale, del formato, legato a doppio filo al discorso economico.

La Final Four, introdotta nel 2023/24 con il rinnovo degli accordi sauditi, è nata da una logica commerciale: un torneo a tre gare permette di vendere un pacchetto TV e sponsor più ricco, garantendo circa 23 milioni di euro a edizione.

La ripartizione vede la Lega Serie A trattenere circa il 15% del totale per coprire le spese organizzative e alimentare il sistema, mentre il restante 85% viene suddiviso tra i club partecipanti.

9,5 milioni vanno alla vincitrice, 6,7 alla finalista perdente e un “premio presenza” di 2,4 milioni spetta alle semifinaliste.

Il Bologna, nell’edizione 2025, ha beneficiato direttamente di questo schema, incassando il gettone garantito al club sconfitto in finale.

Dopo aver superato l’Inter di Inzaghi ai rigori, i Rossoblù sono stati sconfitti in finale dal Napoli che ha conquistato la coppa.

Paradossalmente, nonostante un formato a due gli avrebbe garantito l’accesso diretto alla finale, il premio da finalista perdente non sarebbe stato necessariamente più cospicuo. Senza il pacchetto completo delle tre partite, infatti, il valore complessivo dell’evento sarebbe stato inferiore, riducendo, di conseguenza, anche la torta da spartire tra le contendenti.

Verso la Supercoppa italiana 26/27

Il debutto in Florida nel 2026/27 segnerà, ormai quasi per certo, il ritorno alla finale secca.

Questa scelta alleggerirebbe il calendario, saturo, ma comporterebbe un’inevitabile contrazione dei ricavi generale, oltre a precludere, alla finalista perdente della Coppa Italia e alla seconda classificata di Serie A, la possibilità di giocarsi un trofeo e guadagnarsi un’entrata extra.

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