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Il tempo effettivo di gioco in Europa: dove si colloca la Serie A

Dati alla mano, il problema non è solo come si gioca, ma quanto. Un’analisi su un calcio sempre più spezzettato.

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Pallone da calcio
Pallone da calcio (© Depositphotos)

Il dibattito sul tempo effettivo di gioco è tornato al centro dell’attenzione dopo le recenti dichiarazioni di Luciano Spalletti e la pubblicazione dei dati comparativi tra i principali campionati europei. La Serie A si colloca al sesto posto per minuti realmente giocati, con una media di 53 minuti e 36 secondi a partita, lontana dai 56 dell’Eredivisie e della Ligue 1.

Casistiche recenti

Non si tratta di una differenza enorme, ma è sufficiente per descrivere parlare di una tendenza: in Italia si gioca meno e si spezzetta di più. Le interruzioni frequenti, le proteste, le rimesse laterali lente e la gestione tattica del tempo sono diventate elementi visti e rivisti in molte partite, soprattutto nei momenti clou delle stesse.

Alcuni esempi recenti arrivano a sostegno di questa tesi. Cagliari-Juventus ha fatto registrare 52 minuti e 43 secondi di gioco effettivo, Como-Juventus appena 42 minuti. Anche Genoa-Bologna, terminata 3-2 in una gara combattuta, non è stata immune da pause prolungate e gestione discutibile della gara.

Il tempo effettivo di gioco in Serie A non è solo furbizia

Il problema non può essere ridotto alla sola “furbizia” delle squadre. Incidono diversi fattori: una cultura arbitrale che tollera maggiormente le interruzioni, un’impostazione tattica spesso prudente e la forte pressione sul risultato, che da sempre spinge chi è in vantaggio a rallentare il ritmo.

Quando il tempo effettivo di gioco si intreccia con lo spettacolo

Il tema diventa esplicativo se si guarda allo spettacolo. I tifosi vanno allo stadio, pagando un biglietto – spesso a caro prezzo – per vedere 90 minuti di partita, ma frequentemente si trovano ad assistere a poco più di 50 minuti di calcio reale. Cosa succede quindi? Che questo aspetto pesa sempre di più sull’attrattività del prodotto.

Possibili soluzioni?

Tra le soluzioni discusse c’è l’introduzione del tempo effettivo, con il cronometro fermo a ogni interruzione, come avviene già in sport come il basket. Sarebbe sia una rivoluzione regolamentare, garantirebbe maggiore chiarezza e ridurrebbe le perdite di tempo strategiche. Più realisticamente, nel breve periodo, si potrebbe intervenire con recuperi più lunghi e coerenti, ammonizioni sistematiche per ritardi evidenti e un’applicazione più rigorosa delle regole già esistenti.

Il dibattito non riguarda solo la Serie A come sistema, ma ogni singola partita. Perché il calcio non è soltanto questione di risultati: è anche questione di tempo, e di quanto quel tempo venga davvero giocato.

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