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Un cantiere chiamato Parma

Scopriamo come si è mosso il Parma nelle ultime settimane

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Carlos Cuesta, allenatore del Parma (Parma Calcio 1913)
Carlos Cuesta, allenatore Parma (© Parma Calcio 1913)

Dopo l’ennesima battuta d’arresto degli ultimi due mesi, il Bologna ha ancora una volta bisogno di ripartire. Il secco 0-3 subito dal Milan suona quasi come il corno di Orlando per Italiano e i suoi che, per riprendere il ritmo usuale, dovranno andare a caccia di punti preziosi contro il Parma di Cuesta. In due scontri diretti stagionali, i felsinei hanno sempre portato a casa il bottino pieno. Ma attenzione, perché quello era un altro Bologna, un altro momento. Eppure i Ducali sono sempre riusciti a dare fastidio ai padroni di casa.

Jacob Ondrejka

Jacob Ondrejka, esterno a disposizione di Carlos Cuesta (© Parma Calcio 1913)

Un mercato importante

A caccia di conferme, il Parma si è presentato sul mercato con grandi ambizioni e l’obiettivo di fornire al mister il materiale per salvarsi in tranquillità. Gli acquisti sono stati quattro, Nesta Elphege a titolo definitivo e tre prestiti (Strefezza secco, Nicolussi Caviglia con obbligo condizionato e Carboni con diritto di riscatto), a fronte di ben dieci adii. Per ripulire la rosa, i gialloblu si sono privati di Lovik, Djuric, Cutrone e Hernani, risolvendo il contratto di Guaita e cedendo in prestito gran parte delle riserve. Begic è andato alla Samp, raggiungendo la Serie B assieme a Trabucchi e Kouda. Kowalski e Benedyczak, invece, faranno tappa rispettivamente in Polonia e Turchia.

Le assenze in casa Parma

Durante gli ultimi mesi, una delle società più colpite dagli infortuni è stata di certo quella di Krause. A Bologna, infatti, gli assenti saranno ben cinque, oltre ai tre diffidati (Circati, Delprato, Nicolussi Caviglia) che dovranno evitare di farsi ammonire. Il caso più eclatante riguarda Zion Suzuki, portierone giapponese ai box da tre mesi per una frattura allo scafoide. Valenti e Almqvist, invece, hanno riportato delle lesioni ai flessori. Li accompagnano in tribuna Frigan a seguito della rottura del crociato e Ndiaye, vittima di pubalgia.

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