Forever Rossoblù

Scritto da  Ago 29, 2019

L'anno scorso Mattiello, quest'anno Di Francesco: la girandola degli ex cambia sponda, e passa stavolta in mano spallina. Perchè sennò, che derby sarebbe?

RITORNO Non è la prima volta che Federico torna a Bologna da avversario: l'aveva già fatto nel marzo scorso, con la maglia del Sassuolo, ma non era andata benissimo. Un'ora circa in campo, per lo più impalpabile, sostituito infine da Boga. E nel complesso, l'esperienza al Mapei Stadium, non è che sia stata indimenticabile: tanto da convincere De Zerbi a metterlo nella lista dei cedibili a fine stagione. Un anno dopo possiamo dirlo: quel famoso scambio Falcinelli-DiFra non ha fatto contento nessuno. Forse i bilanci, ma questo è un altro discorso. Tornando invece al classe '94: a Ferrara Semplici cercava il sostituto di Lazzari e l'ha individuato subito nel figlio d'arte. Per entrambi, padre e prole, è stata un'estate di cambiamenti: il primo in direzione Genova, sponda blucerchiata, il secondo verso il Mazza. Dove, nel 3-5-2 del tecnico toscano, ha trovato subito spazio. Ma non nel ruolo prefissato.

DNA DA ATTACCANTE Vi ricordate Difra nei due anni donadoniani? Esterno d'attacco nel 4-3-3, stessa cosa seppure col contagocce in maglia neroverde. Doadoni in realtà lo provò anche come esterno di centrocampo, ma con scarsi risultati. Lezione appresa da Semplici, che dal canto suo ha sentenziato in maniera irrevocabile "Difra è un attaccante". Morale della favola: ai primi impegni ufficiali, eccolo come seconda punta accanto a Petagna. La vera novità estiva portata da Semplici, capace di spiazzare tutti. Un esperimento provato per la prima volta a Cesena (andato a buon fine), con replica in Coppa e in Campionato. Risultato? A segno contro la Feralpisalò (dopo tre minuti) e contro l'Atalanta (dopo sei). Insomma, non male come biglietto da visita.

DERBY E sì, a questo punto tra gli uomini da temere domani sera, per la banda di Mihajlovic, ci sarà anche lui. Oltre ovviamente a Kurtic, bestia nera del rossoblù. Ma questa è un'altra storia. Tornando invece a Difra, lo si potrà trovare in attacco, a tentar di rendere la vita impossibile a Denswil e Danilo. Il tour sulla via Emilia di Federico continua: dopo il Sassuolo, ecco la Spal. Se per il Bologna c'è qualche rimpianto? In parte, ma la storia non si fa nè coi sè nè coi ma. E'andata com'è andata, il calcio è così, imprevidibile e incalcolabile. Tanto da portare, due anni dopo, Federico sull'altra sponda del Reno. Nel 2017 giocò il derby da titolare, coi colori rossoblù addosso. Domani, invece, sarà sull'altra sponda: quella biancazzurra della Spal.

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 29 Agosto 2019 15:47
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.