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Il Giro d’Emilia illustra cosa è il ciclismo

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Davide Piganzoli (© www.teamvismaleaseabike.com)
https://www.teamvismaleaseabike.com/race-report/news/piganzoli-triumphs-in-giro-dellemilia-after-team-visma-lease-a-bike-masterclass/

L’identità della corsa

La classica emiliana, giunta alla 109ª edizione della sua storia, non smentisce le aspettative, poiché la corsa è sempre spettacolare e ha un proprio DNA caratteristico da quando si è scelto di giungere sul San Luca. Così, unisce storia, geografia e sport. Tutti gli elementi che consentono da anni divertimento assicurato, sebbene da un paio di anni sia anche penalizzata dal calendario. Infatti, il campionato europeo si corre il giorno dopo. Nonostante ciò, la startlist è sempre di notevole livello. Questo rende la corsa sempre aperta a vari esiti.

Gli avvenimenti della gara

Oggi la corsa è entrata nel vivo fin dalla prima ascesa al San Luca, con l’attacco del campione del mondo McNulty, ma ogni giro nel circuito ha riaperto i giochi, dando la possibilità di una corsa che premia non solo la condizione e il talento fisico, ma anche i giochi di squadra e le capacità tattiche e mentali individuali.

Proprio questi ultimi due fattori hanno permesso all’italiano Davide Piganzoli di trionfare: ritornato davanti in discesa, decide di mettersi davanti, mentre il suo compagno Jorgenson gli crea il buco fondamentale. Scelta tattica perfetta. Da lì, però, servono le capacità fisiche, che all’italiano non mancano. Così, si invola sul traguardo, resistendo negli ultimi 2 km interminabili del San Luca. Mentre dietro la sua compagine, il team Visma | Lease a Bike controlla la situazione con Jorgenson e Tulett. Solo negli ultimi 500 metri Pidcock e Onley sfuggono dalla gabbia, ma ormai è troppo tardi. I due britannici giungono secondi e terzi, mentre il duo Visma arriva poco dietro.

Per Pidcock è il terzo secondo posto consecutivo: oggi probabilmente era il più forte, ma il ciclismo non è solo prestazione, bensì ha molti altri fattori. Per questo la corsa di oggi ha mostrato proprio l’essenza di questo sport particolare. Infatti, unisce tantissimi elementi e che spesso, quando c’è il campionissimo Pogačar, rischiano di essere dimenticati. Completano la top 10: Healy, Fortunato, Yates, Storer e McNulty. Poco fuori dalla top 10, la nostra stella futura Lorenzo Mark Finn. Ma, aspettando il ligure, che sembra avere i crismi del campione, abbiamo un forte ciclista come Davide Piganzoli. Inoltre, il valtellinese anno dopo anno si migliora, in un processo di crescita costante che lo ha portato quest’anno a diventare tra i quindici ciclisti più forti in salita, e questa vittoria può anche aumentare la sua autostima.

 

L’essenza del ciclismo e della classica emiliana

Cosa aggiungere, se non affermare come il Giro dell’Emilia sia un evento dell’anno, una corsa che non si deve perdere per nessun motivo. Sebbene non sia una gara WorldTour, presenta un livello e uno spettacolo tali da rientrare tra le corse più belle dal punto di vista estetico. Ma anche tra le più interessanti dal punto di vista intellettuale. Perché qui non bastano le gambe, bisogna saper leggere la corsa, capire quando attaccare, quando aspettare, quando sacrificarsi per un compagno. È proprio questa combinazione di forza, tattica e imprevedibilità a rendere il Giro dell’Emilia una delle corse che meglio raccontano cosa sia davvero il ciclismo. Si tratta infatti di uno sport capace di unire gusto e cervello come pochi altri, tra l’Io e il Noi.

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