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Le non azioniste di Eurolega riunite per creare un’associazione di sviluppo

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Virtus Bologna è uno dei club chiave della nuova associazione che starebbe prendendo forma tra diverse società di EuroLeague non azioniste, un’iniziativa destinata a incidere profondamente sugli equilibri politici ed economici della massima competizione europea. Secondo quanto riportato da BasketNews, il progetto mira a rafforzare il peso decisionale di queste squadre e a ottenere una distribuzione più equa dei ricavi della lega.

Una nuova unione

La Virtus, insieme a club come Partizan e Crvena Zvezda Belgrado, Monaco, Valencia, Hapoel Tel Aviv e Dubai Basketball, rappresenta il nucleo di questa nuova unione. Per Bologna, storica piazza del basket europeo, l’adesione all’associazione è una mossa strategica: pur essendo protagonista stabile in EuroLeague, la società bianconera non gode dello status di azionista e quindi non partecipa alle decisioni chiave né alla piena ripartizione delle entrate.

Eurolega Virtus Bologna

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Gli obiettivi

L’obiettivo dell’associazione è duplice. Da un lato, ottenere una voce più forte nei processi decisionali dell’EuroLeague; dall’altro, migliorare la sostenibilità economica dei club coinvolti, puntando a una maggiore quota dei ricavi. In prospettiva, il gruppo intende anche spingere per un’espansione strutturata della lega, con più squadre permanenti in mercati strategici, aumentando il valore complessivo del prodotto EuroLeague.

Per la Virtus Bologna, questo scenario rappresenta un’opportunità cruciale. Il club ritiene, come gli altri membri dell’associazione, che l’attuale ecosistema sia sbilanciato a favore dei 13 club azionisti, che controllano i voti principali e si dividono i proventi. L’idea è quindi quella di presentare un’offerta economica per entrare ufficialmente nel sistema come azionista, ottenendo benefici proporzionati al proprio peso sportivo e storico.

L’associazione non si limita agli attuali club di Eurolega: tra i membri attesi figura anche Hapoel Jerusalem, mentre in futuro potrebbero aggiungersi realtà come Besiktas, PAOK Salonicco e Napoli Basket. Un segnale chiaro di come il progetto guardi oltre l’immediato, immaginando una EuroLeague più ampia e inclusiva.

Una nuova Eurolega

Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di un’EuroLeague a 24 squadre, con formato a conferenze e due posti riservati ogni anno alle qualificate dall’EuroCup. In questo contesto, la Virtus Bologna punta a consolidare il proprio ruolo di club di riferimento, non solo sul parquet ma anche nelle stanze dei bottoni.

La priorità resta quella di restare dentro l’EuroLeague, ma la nascita di questa alleanza conferisce alla Virtus e agli altri club un peso negoziale reale. Un passaggio potenzialmente decisivo per il futuro bianconero in Europa.

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